Verso una Nuova Era nella Gestione dei Farmaci Critici: Lezioni da una Pandemia e Prospettive Future

Verso una Nuova Era nella Gestione dei Farmaci Critici: Lezioni da una Pandemia e Prospettive Future

Il Regolamento Sanitario Internazionale, adottato nel 2005 sotto l’egida dell’OMS, è sempre stato più di un semplice accordo; è un baluardo contro le minacce alla salute globale. Tuttavia, la pandemia di Covid-19 ha messo in luce le sue lacune, spingendo a una revisione profonda, basata su una visione solidale e attenta alle nuove sfide sanitarie mondiali.

Nel marzo del 2022, l’Unione Europea, attraverso la Commissione, ha ricevuto il mandato dal Consiglio di partecipare attivamente alla riformulazione degli IHR. L’anno successivo, le modifiche proposte sono state accolte con approvazione universale durante l’assemblea dell’OMS. Tra le novità più rilevanti, vi è l’introduzione di una definizione più incisiva di “emergenza pandemica”, oltre alla creazione di strutture di coordinamento finanziario e di un comitato esecutivo, volti a cementare i principi di uguaglianza e cooperazione tra gli stati.

Un fulcro di questa revisione è stato il rinnovato focus sulla resilienza delle catene di approvvigionamento per i prodotti sanitari essenziali. La crisi scatenata dal virus ha drammaticamente evidenziato quanto siano fragili queste catene, dipendenti com’è l’Europa da materie prime e componenti manifatturiere esterne. I casi delle mascherine, prive di materiali come il TNT e gli elastici, sono emblematici: nonostante gli investimenti per la riconversione industriale, la mancanza di accesso a risorse fondamentali ha reso vani gli sforzi.

Questo problema si estende al campo dei farmaci critici, di cui il 90% è costituito da generici, con una produzione su suolo europeo spesso svantaggiosa economicamente. Le recenti normative ambientali, come quelle sul trattamento delle acque reflue, hanno ulteriormente aggravato il quadro, incrementando i costi produttivi fino all’80%, e mettendo a dura prova la competitività delle nostre industrie farmaceutiche.

È imperativo, quindi, che le politiche europee non si limitino a incrementare il finanziamento dell’industria farmaceutica, ma che promuovano un sistema integrato di produzione autonoma di principi attivi e di gestione delle emergenze. Questo approccio non solo potrebbe mitigare la nostra dipendenza da fornitori non europei, ma anche stimolare l’innovazione all’interno del nostro continente.

Con il Critical Medicines Act si è tentato di affrontare queste sfide, ma sorge il timore che possa duplicare regolamenti esistenti senza colpire al cuore il problema strutturale delle forniture. La strada verso la soluzione è complessa e richiede una strategia ben orchestrata, che tenga conto delle lezioni apprese e guardi con audacia verso il futuro.

Per questo, la revisione degli IHR e le nuove politiche dell’Unione Europea devono essere viste non solo come una risposta alle crisi passate, ma come un impegno proattivo per una salute globale più sicura e una maggiore indipendenza europea nell’ambito sanitario. Solo attraverso un dialogo continuo e una collaborazione efficace tra gli stati membri e le istituzioni internazionali, potremo aspirare a un futuro in cui ogni crisi possa essere gestita con rapidità e equità.

 On.le Michele Picaro, Eurodeputato

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