Verso l’autonomia energetica italiana: un percorso di sostenibilità

Verso l’autonomia energetica italiana: un percorso di sostenibilità

Il quadro internazionale che si sta delineando in tutte le sue complessità ha fatto emergere la centralità del ruolo della produzione domestica di energia rendendo necessaria al contempo l’accelerazione lungo le traiettorie di sviluppo delineate dall’Unione Europea. I nuovi scenari economici e geopolitici mondiali hanno infatti imposto in questi ultimi due anni una profonda riflessione sulla dipendenza dalle forniture e sulla necessità di accelerare il percorso di decarbonizzazione, rendendo la transizione energetica una delle sfide più urgenti e complesse del nostro tempo.

In questa tensione evolutiva globale, l’Italia ha l’opportunità di valorizzare le proprie risorse naturali e le fonti disponibili sul territorio per concorrere al raggiungimento dell’autonomia energetica e contribuire alla sostenibilità ambientale. 

Il nostro Paese, infatti, pur essendo quintultimo in Europa per autonomia energetica – producendo solo il 22,5% dell’energia consumata sul proprio territorio, a fronte di una media europea del 39,5% –   è tuttavia secondo in Europa per disponibilità di risorse rinnovabili, come acqua, vento, sole e rifiuti. Complessivamente, la valorizzazione di tutte le opportunità di sviluppo legate a tali risorse e coerentemente con le prospettive di elettrificazione dei consumi e di efficientamento energetico consentirebbe quasi di triplicare l’autonomia energetica italiana raggiungendo un livello del 58,4%, ovvero 35,9 punti percentuali in più rispetto ad oggi e circa 4 volte l’incremento registrato negli ultimi 20 anni. 

l’Italia ha già compiuto significativi passi avanti nello sviluppo di produzione energetica da fonti rinnovabili registrando l’incremento più marcato fra i principali peers europei nel periodo 2000-2019. Tuttavia, la possibilità di ottimizzare ulteriormente la produzione a seconda delle peculiarità delle singole regioni, delle relative risorse disponibili e degli impianti già presenti, consentirebbe di attivare il pieno potenziale del nostro Paese e di renderlo meno soggetto a dinamiche esogene. Un obiettivo raggiungibile solo attraverso un cambio di paradigma e il fondamentale coinvolgimento di istituzioni nazionali e locali, cittadini e imprese, a beneficio non solo della sicurezza energetica del Paese, bensì anche di un processo di re-indirizzamento di risorse economiche in altre aree strategiche, investendo anche in politiche innovative che garantiscano equità, inclusività e sostenibilità. 

In questa logica, come hanno avuto modo di ricordare in più occasioni i vertici di A2A, la transizione, oltre che ecologica, deve essere giusta e condivisa. La condivisione è frutto di confronto ed è per questa ragione che il Gruppo ha da tempo avviato un percorso di dialogo con le comunità dei territori in cui è presente attraverso un roadshow di forum Multistakeholder,  con istituzioni, consumatori, fornitori, società civile, occasioni preziose per gettare le basi per alleanze e sinergie volte a favorire il percorso verso la transizione e generare progettualità concrete su vari temi, dalla sensibilizzazione sulle buone pratiche individuali all’educazione ambientale nelle scuole, al supporto alle PMI per una supply chain sostenibile.  

Oggi tutte le attività di A2A sono orientate alla sostenibilità, che non è un impegno bensì la nostra ragion d’essere. Ci occupiamo di energia, acqua e ambiente, con un uso circolare delle risorse a disposizione delle nostre comunità e dei nostri clienti in tutto il Paese attraverso servizi che sono parte della quotidianità e che possono contribuire concretamente al futuro sostenibile delle nuove generazioni. Per loro promuoviamo la visione di un mondo più rispettoso dell’ambiente, dei territori e delle persone, accompagnando queste ultime verso nuovi modelli di lavoro, attraverso il supporto della formazione e l’adeguamento continuo delle competenze necessarie e funzionali al perseguimento della competitività. 

Il tema della competitività assume centralità anche nella Dichiarazione Finale delle industrie del G7 consegnata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ove si pone particolare enfasi sulla necessità di conciliare le priorità di sicurezza economica con il mantenimento di mercati internazionali aperti, liberi e multilaterali, contribuendo a creare benessere nelle economie in cui le aziende operano. Per assicurare un esito positivo alle molteplici transizioni in corso, è necessario che i Paesi G7 sostengano investimenti maggiori e coordinati, una forte collaborazione tra pubblico e privato e una convergenza delle politiche industriali. Questo approccio può garantire sostenibilità e competitività nella crescita economica delle imprese che al contempo non possono prescindere da innovazione tecnologica e uso efficiente delle risorse per affrontare le sfide più urgenti del nostro tempo, quali appunto la transizione energetica e la decarbonizzazione, processi ormai irreversibili e non più prorogabili.

Ilaria Pratesi, Head of National Public Affairs di A2A

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