Un Parlamento al servizio della sanità: il nostro impegno per il futuro

Un Parlamento al servizio della sanità: il nostro impegno per il futuro

La salute dei cittadini è un diritto fondamentale e una priorità per l’Italia. In questa legislatura, la sanità è tornata al centro dell’agenda politica con interventi strutturali per rendere il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) più efficiente, accessibile e moderno. Tra il 2010 e il 2019, il SSN ha subito un definanziamento di 37 miliardi di euro, portando alla chiusura di ospedali, alla riduzione dei posti letto e all’indebolimento della sanità territoriale. Ancora più grave è stata la mancanza di una programmazione adeguata per il personale sanitario. Oggi, abbiamo invertito la rotta e l’ultima Legge di Bilancio ha previsto un aumento del Fondo Sanitario Nazionale, portandolo alla cifra record di 136,5 miliardi di euro per il 2025, con un piano di investimenti di quasi 27,8 miliardi nei prossimi cinque anni.

Le risorse sono fondamentali, ma da sole non bastano: servono riforme strutturali per affrontare problemi storici. Il decreto sulle liste d’attesa, ad esempio, introduce un monitoraggio nazionale per ridurre i tempi di accesso alle cure e garantire dati certi per individuare e colmare le carenze. Prevede inoltre l’apertura degli ambulatori nei fine settimana e in orari serali, una misura già adottata con successo da molte ASL. Anche l’azione del Parlamento, in particolare della Commissione Affari Sociali, si muove in questa direzione. Sono state approvate leggi di grande impatto sociale, come la norma sull’oblio oncologico, che rappresenta un traguardo di civiltà per i pazienti guariti dal cancro, e l’introduzione dello screening pediatrico per celiachia e diabete, accolto con favore dalla comunità scientifica internazionale. È inoltre in fase di approvazione la legge sull’obesità, che riconosce questa patologia come una malattia e prevede la creazione di un osservatorio nazionale per monitorare i dati epidemiologici e promuovere interventi mirati.

La congestione dei pronto soccorso e la carenza di personale sanitario sono stati tra i primi problemi affrontati dalla Commissione, con un’analisi approfondita per predisporre interventi normativi adeguati. La prima indagine conoscitiva, già conclusa, ha riguardato la medicina d’emergenza e i pronto soccorso, individuando criticità e soluzioni concrete. Attualmente, è in fase conclusiva l’indagine sulle professioni sanitarie, che ha coinvolto tutti gli ordini professionali del settore. Da questa analisi nascerà un intervento normativo in grado di rispondere alle loro esigenze e richieste.

Uno dei provvedimenti più apprezzati di questa legislatura è la legge contro la violenza ai danni del personale sanitario. Medici e infermieri meritano rispetto e protezione: con questa normativa abbiamo introdotto strumenti più incisivi per garantire la loro sicurezza. Tuttavia, il problema non è solo normativo ma anche culturale: è necessario sensibilizzare la popolazione sul valore e sul ruolo di chi, ogni giorno, lavora con dedizione per tutelare la nostra salute.

Un altro pilastro della riforma del SSN è la telemedicina. Non si tratta solo di un’innovazione tecnologica, ma di uno strumento essenziale per garantire equità e accessibilità alle cure. In questo scenario si inserisce l’ultimo decreto ministeriale, approvato il 6 marzo scorso, che introduce l’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS), un passaggio cruciale per la digitalizzazione della sanità. Grazie a questa innovazione, l’Italia si colloca tra i paesi più avanzati nella gestione dei dati sanitari, con un’infrastruttura in grado di migliorare la qualità dell’assistenza, superare le barriere geografiche e ottimizzare i percorsi di cura. L’EDS consentirà di evitare accessi inappropriati alle strutture sanitarie, contribuendo così a ridurre le liste d’attesa e a rendere il sistema più efficiente.

Integrato con il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), l’EDS offrirà ai cittadini un accesso immediato e centralizzato a referti, prescrizioni e vaccinazioni attraverso un portale dedicato. Questo non solo semplificherà la consultazione delle informazioni sanitarie personali, ma rappresenterà anche un prezioso strumento per la ricerca, la programmazione e la governance sanitaria.

Il lavoro da fare è ancora tanto. Il nostro Paese, il più longevo al mondo dopo il Giappone, deve affrontare una sfida cruciale: garantire non solo una vita più lunga ai cittadini, ma anche una vita in salute. Per riuscirci, è indispensabile investire nella prevenzione, altro pilastro di un SSN più sostenibile ed efficace.

Negli ultimi anni, la ricerca biomedica ha fatto passi da gigante, mettendo a disposizione nuove terapie e farmaci innovativi. Un tempo, una diagnosi di melanoma avanzato significava quasi sempre un destino segnato. Oggi, grazie ai progressi scientifici, abbiamo la possibilità di combattere efficacemente questa malattia anche nei suoi stadi più gravi. Tuttavia, per quanto la ricerca continui a offrire nuove soluzioni terapeutiche, il primo e più potente strumento resta la prevenzione. Un sistema sanitario efficiente deve curare chi ne ha bisogno, senza essere sovraccaricato da patologie evitabili. Il nostro Servizio Sanitario Nazionale, con i suoi 46 anni di storia, è un modello virtuoso che garantisce cure gratuite a tutti i cittadini. Per mantenerlo forte e accessibile, dobbiamo ridurre il numero di malati attraverso campagne di prevenzione sempre più efficaci e capillari. La prevenzione non è mai una spesa, ma un investimento che migliora la qualità della vita e riduce i costi sanitari a lungo termine.

Le sfide future sono complesse, ma il nostro impegno per un sistema sanitario più forte, moderno e vicino alle persone non si ferma. La salute è e resterà una priorità. Continueremo a lavorare con determinazione per garantire cure migliori, innovazione e un accesso equo alla sanità per tutti i cittadini.

Ugo Cappellacci, Presidente Commissione Affari Sociali della Camera

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