Sport, infrastrutture e finanza: una leva per lo sviluppo dei territori
Lo sport è uno dei pochi ambiti in cui economia, società e territorio si incontrano in modo immediato. Non rappresenta soltanto una dimensione ricreativa o agonistica, ma una vera infrastruttura sociale capace di generare valore economico, relazioni e qualità della vita. Per questo viene sempre più considerato una leva strategica di sviluppo.
Quando lo sport funziona, produce effetti che vanno ben oltre il campo di gioco. Genera occupazione diretta e indiretta, sostiene filiere che coinvolgono impiantistica, servizi, turismo e commercio, contribuendo a rendere i territori più attrattivi e competitivi.
Tra gli effetti più evidenti vi è quello sul turismo. Lo sport è sempre più una motivazione di viaggio, non solo grazie ai grandi eventi, ma anche attraverso competizioni amatoriali, attività outdoor e percorsi legati al benessere. Si tratta di un turismo distribuito durante tutto l’anno, capace di sostenere economie locali e valorizzare territori spesso lontani dai tradizionali circuiti turistici.
Accanto alla dimensione economica esiste poi quella sociale. La pratica sportiva favorisce salute e prevenzione, ma rappresenta anche uno strumento efficace di inclusione, coesione e partecipazione. Nei contesti più fragili può diventare un presidio educativo fondamentale, offrendo opportunità ai giovani e contribuendo a contrastare fenomeni di marginalità.
Perché questo potenziale si realizzi è però indispensabile disporre di infrastrutture adeguate. Gli impianti sportivi non sono più soltanto luoghi destinati all’attività agonistica, ma spazi multifunzionali nei quali si sviluppano servizi, attività educative e occasioni di aggregazione. Quando sono moderni, accessibili ed efficienti diventano fattori di attrattività e sviluppo; quando risultano obsoleti finiscono invece per limitare le opportunità offerte dallo sport.
È una sfida particolarmente rilevante per l’Italia, dove una parte consistente del patrimonio impiantistico necessita di interventi di riqualificazione, adeguamento normativo ed efficientamento energetico. Affrontarla richiede risorse finanziarie importanti e strumenti in grado di accompagnare gli investimenti.
In questo contesto la finanza assume un ruolo strategico. Non si tratta semplicemente di sostenere singole opere, ma di favorire progetti capaci di produrre benefici economici e sociali duraturi. Il passaggio fondamentale è quello che porta dalla logica della spesa a quella dell’investimento.
Tra gli strumenti che negli ultimi anni hanno contribuito a rafforzare la capacità di investimento degli enti territoriali, Sport Missione Comune rappresenta una delle esperienze più significative. L’iniziativa dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale ha consentito a numerosi Comuni di realizzare o riqualificare impianti sportivi attraverso finanziamenti a tasso completamente abbattuto, rendendo possibili interventi che spesso sarebbero rimasti bloccati per carenza di risorse.
Palestre scolastiche, piscine, campi sportivi e centri polifunzionali hanno potuto beneficiare di uno strumento che ha avvicinato la finanza alle esigenze concrete dei territori. L’esperienza ha inoltre dimostrato come la domanda di investimenti nello sport sia ampia e diffusa: nell’ultimo triennio sono stati attivati oltre un miliardo di euro di investimenti attraverso Sport Missione Comune, confermando la volontà degli enti locali di puntare sulle infrastrutture sportive quando vengono create condizioni favorevoli.
Allo stesso tempo, questa esperienza ha evidenziato la necessità di strumenti ancora più evoluti, capaci di sostenere non solo gli enti territoriali ma l’intera filiera dello sport. Da questa esigenza nasce il Fondo Italiano per lo Sport, affidato in gestione all’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale.
Per anni il settore ha potuto contare su strumenti importanti come il Fondo di garanzia per lo sport e il Fondo contributi interessi. L’evoluzione del mercato e la crescente complessità dei progetti hanno però reso necessario un approccio più integrato. Il Fondo Italiano per lo Sport nasce con l’obiettivo di riunire in un’unica architettura le principali leve finanziarie dedicate al settore, offrendo strumenti che spaziano dalle garanzie ai finanziamenti, dai contributi al rafforzamento patrimoniale.
La novità non riguarda soltanto le risorse disponibili, ma soprattutto il cambio di prospettiva. Se in passato il sostegno pubblico era orientato principalmente a facilitare l’accesso al credito, oggi l’obiettivo è accompagnare in modo organico lo sviluppo della filiera sportiva, favorendo la collaborazione tra pubblico e privato e ampliando le opportunità di investimento.
In questa prospettiva, il Fondo Italiano per lo Sport rappresenta l’evoluzione naturale dell’esperienza maturata con Sport Missione Comune. Se quest’ultimo ha sostenuto gli investimenti degli enti locali, il nuovo Fondo punta a costruire un ecosistema finanziario più ampio, capace di mobilitare risorse pubbliche e private verso obiettivi comuni di crescita.
Anche i grandi eventi sportivi si inseriscono in questa visione. Il loro valore non si misura soltanto nell’impatto immediato, ma nella capacità di accelerare investimenti, migliorare infrastrutture e lasciare un’eredità duratura ai territori.
La sfida è considerare lo sport non come un costo, ma come un investimento strategico. Dotarlo di infrastrutture moderne, favorire l’accesso al credito e sviluppare strumenti finanziari innovativi significa creare le condizioni perché possa esprimere pienamente il proprio potenziale come motore di crescita economica, coesione sociale e sviluppo territoriale. In questo senso, Sport Missione Comune e il Fondo Italiano per lo Sport rappresentano strumenti concreti di una politica che riconosce nello sport una componente essenziale dello sviluppo del Paese.
Beniamino Quintieri, Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A
