Sport e Salute, tre anni di crescita al servizio della collettività
Tre anni fa Sport e Salute era una start-up che aveva davanti a sé una sfida importante da affrontare. Una società giovane, chiamata a costruire un nuovo modello di intervento nello sport italiano: più moderno, più efficiente, più vicino ai cittadini. Oggi quella sfida ha cambiato dimensione. Sport e Salute è diventata una realtà consolidata, un’infrastruttura operativa al servizio del Paese, capace di trasformare risorse pubbliche in impatti concreti.
Nel 2025 la Società ha raggiunto il massimo valore della produzione dalla sua nascita: 185 milioni di euro. L’utile è stato pari a 13,7 milioni di euro. Ma il dato più importante è la capacità di trasformare questi numeri in valore per la collettività. Lo sport oggi è una leva strategica per la salute, l’inclusione, l’educazione e lo sviluppo dei territori.
Lo studio sperimentale realizzato insieme ad Agenas e al Ministero della Salute lo conferma: investire nell’attività fisica non è un costo, ma una scelta capace di generare benefici concreti per il sistema sanitario e per la popolazione. Ogni euro investito in attività fisica genera infatti 2,24 euro di benefici diretti per gli adulti over 18 sul piano dei costi sanitari. L’aumento dei livelli di attività fisica contribuisce a prevenire migliaia di casi di patologie croniche e mentali. Uno degli effetti più importanti riguarda la salute mentale: ansia e depressione mostrano una riduzione stimata di 92.817 casi, con un risparmio superiore ai 74 milioni di euro.
Lo sport è salute. È educazione. È inclusione. È sicurezza sociale. È sviluppo economico. Questi dati dimostrano che deve essere considerato una vera politica pubblica. Non riguarda soltanto chi pratica una disciplina, ma la qualità della vita di un intero Paese.
Un altro fronte centrale è quello della scuola. In collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il Ministro per lo Sport e i Giovani portiamo avanti un impegno condiviso contro il “drop out” scolastico e sportivo: due fenomeni collegati che rischiano di allontanare ragazze e ragazzi dalle opportunità di crescita, partecipazione e realizzazione personale.
Con il progetto Scuola Attiva abbiamo raggiunto risultati importanti. Nell’anno scolastico 2024-2025 sono stati coinvolti circa 2,5 milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e i 13 anni. E ancora: circa 15.400 scuole, con il contributo di circa 8.600 tutor e tecnici federali, per un valore economico di circa 15 milioni di euro. Dal 2025 supportiamo anche i Nuovi Giochi della Gioventù e abbiamo organizzato 104 eventi su tutto il territorio nazionale con oltre 48.000 partecipanti.
Lo sport può essere un presidio educativo decisivo, soprattutto nei contesti più fragili. Quando entra nei quartieri diventa un punto di riferimento, crea comunità e offre nuove possibilità.
La stessa prospettiva guida il nostro lavoro sui grandi eventi. Ogni anno, tra manifestazioni sportive e concerti, gestiamo circa 145 giorni di eventi. Dal maggio 2025, grazie alla visione del Governo e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Sport e Salute è diventata il soggetto attuatore dell’America’s Cup, la competizione sportiva più antica al mondo. Accogliere l’America’s Cup in Italia, a Napoli nel 2027, significa portare nel nostro Paese un appuntamento globale capace di attrarre milioni di persone, generare investimenti, valorizzare competenze e lasciare un’eredità concreta. È una sfida che affrontiamo con un obiettivo preciso: utilizzare lo sport come motore di crescita, sviluppo, inclusione e rigenerazione urbana. Per questo la competizione si inserisce perfettamente nel percorso di rilancio di Bagnoli, una delle aree più significative e simboliche del Mezzogiorno. L’obiettivo non è organizzare un grande evento destinato a esaurirsi con la manifestazione, ma costruire infrastrutture, competenze, formazione e lavoro che continuino a produrre effetti positivi anche dopo il 2027. L’esperienza di Caivano dimostra che, quando le istituzioni collaborano e agli impegni seguono azioni concrete, anche le sfide più complesse possono diventare realtà.
Un esempio straordinario arriva anche da Roma, da Colle Oppio. Quattro anni fa il parco viveva una situazione di degrado profondo; oggi rappresenta un vero hub dello sport di tutti, che stiamo valorizzando insieme a tutte le istituzioni coinvolte.
Abbiamo portato il curling all’ombra del Colosseo, uno sport olimpico che sembrava lontanissimo dall’immaginario urbano della Capitale e che invece oggi rappresenta una nuova idea di spazio pubblico: inclusivo, aperto e capace di sorprendere. Dimostrando che con impegno, programmazione e capacità di innovare, anche ciò che sembrava impossibile può diventare possibile.
Insieme al curling, alla presenza della olimpionica Stefania Constantini, e alla tappa di coppa del mondo di skateboarding, abbiamo inaugurato anche il nuovo campo da basket completamente rinnovato nel segno del progetto Sport Illumina. Ideato da Sport e Salute e finanziato con circa 32 milioni di euro dal Ministro per lo Sport e i Giovani, rappresenta un nuovo modello di sport per l’Italia.
Entro dicembre 2026 nasceranno 85 spazi Illumina da Nord a Sud del Paese: luoghi dove le piazze e i quartieri diventano palcoscenici di energia, salute e comunità. Perché lo sport deve smettere di essere soltanto qualcosa che si osserva e deve diventare qualcosa che si vive ogni giorno, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Lo stesso vale per Piazza di Siena, uno dei luoghi più belli di Roma. Dal 2017, insieme all’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, al Comune di Roma e alla Sovrintendenza, abbiamo accompagnato una trasformazione profonda che, grazie a investimenti pari a 1,7 milioni di euro, ha restituito alla città uno dei suoi luoghi più preziosi.
E poi c’è il Foro Italico, che rappresenta un unicum in Europa. Ha contribuito alla crescita esponenziale degli Internazionali BNL d’Italia, trasformando il torneo in uno degli appuntamenti più importanti del tennis mondiale. E dal 2028 la copertura del Centrale sarà realtà: un impianto da 12.400 posti coperti, con una copertura fissa e mobile di 8.300 metri quadrati, capace di ospitare fino a 18 discipline sportive diverse, oltre al tennis e ad altri sport di squadra come basket e pallavolo, oltre che eventi a 360°.
Il Foro Italico diventerà sempre più un grande parco urbano di 20 ettari, con il recupero di 7.000 metri quadrati di mosaici e un incremento del verde del 25%. Un luogo dove sport, cultura e città convivranno ogni giorno.
La direzione è chiara: rendere lo sport sempre più accessibile, sempre più presente, sempre più vicino alla vita delle persone. Perché lo sport non è soltanto una gara, una medaglia o un risultato. Lo sport è un linguaggio universale che unisce generazioni, abbatte barriere, accende speranze e costruisce il futuro.
La sfida dei prossimi anni sarà continuare a dimostrare che ogni campo riqualificato, ogni giovane coinvolto, ogni spazio restituito alle comunità non rappresenta soltanto un investimento nello sport, ma un investimento nel futuro del Paese.
Il traguardo più importante non è quello che abbiamo raggiunto. È quello che abbiamo davanti. Perché il futuro appartiene a chi ha il coraggio di immaginarlo prima degli altri. Non si aspetta, si costruisce.
Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato Sport e Salute
