SANITÀ DIGITALE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: RIVOLUZIONE IN ATTO.
La spinta verso l’innovazione tecnologica in Sanità ha trovato nella regolamentazione europea un ruolo chiave. Tra le iniziative più incisive, lo European Health Data Space (EHDS), un progetto strategico, che mira a costruire un ambiente sicuro e interoperabile per lo scambio dei dati sanitari tra i vari Stati membri: un vero e proprio sistema di collaborazione transnazionale, che si propone di superare le barriere esistenti nella condivisione dei dati, contribuendo ad elevare gli standard qualitativi dell’assistenza sanitaria. Il progetto si inserisce in un contesto normativo più ampio nel quale rientra l’AI Act, il primo regolamento al mondo sull’intelligenza artificiale, che costituisce un significativo passo avanti nella disciplina della protezione dei dati sanitari.
Sulla scia dell’implementazione normativa europea, l’Italia si è mossa velocemente e il DDL sull’IA approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso aprile, rappresenta la prima proposta legislativa che va ad adottare le disposizioni del regolamento europeo: al centro delle previsioni, anche l’integrazione dell’IA nel sistema sanitario, con un’attenzione particolare sia alle esigenze delle persone con disabilità, che ai temi inerenti l’ambito della ricerca.
Nonostante una rapida risposta, però, il disegno di legge italiano fatica a prendere forma, rimanendo in una fase di stallo e creando di fatto un divario tra la rapidità dell’evoluzione tecnologica e il lento aggiornamento del quadro normativo. Un’ambivalenza che trova al momento risposte nell’ambito di una serie di progetti nazionali nati proprio per spingere al massimo la digitalizzazione di settore.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha allocato infatti oltre 15 miliardi di euro alla Missione Salute, con una parte rilevante destinata alla digitalizzazione dei processi sanitari, al potenziamento delle infrastrutture tecnologiche e all’innovazione dei modelli di assistenza.
In questo contesto è nato il progetto della Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT), che mira a garantire standard comuni ai servizi di telemedicina sviluppati dalle Regioni, oltre all’interoperabilità con il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 (FSE) e con l’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS).
Uno scenario, composito e ancora tutto in evoluzione, finalizzato al raggiungimento di un unico obiettivo: creare un sistema sanitario sostenibile, in grado di rispondere tempestivamente alle esigenze dei cittadini e guidare il Paese verso una nuova era dell’assistenza sanitaria.
Per ottenere tale risultato, però, non basta disporre di infrastrutture solide e interoperabili, ma è fondamentale anche adottare una visione integrata che favorisca la sinergia tra pubblico e privato.
E se è vero che nel pubblico sono già diversi gli esempi di applicazione efficace della tecnologia (si pensi ad esempio all’IRCCS Sant’Orsola, primo ospedale pubblico in Europa a disporre di una tecnologia di AI nelle attività di diagnosi precoce di noduli ai polmoni, o al progetto #Reg4IA della Regione Liguria, capofila sul fronte dell’applicazione dell’IA per lo smaltimento delle liste d’attesa), è sul fronte dei player privati di settore che la tecnologia sta facendo passi da gigante.
Sistemi di monitoraggio da remoto, strumenti per supportare il processo decisionale clinico e soluzioni di automazione volte a semplificare le procedure burocratiche quotidiane, sono oggi alleati fondamentali in ambito sanitario.
Entrambi gli approcci, pur partendo da obiettivi differenti – il pubblico che punta su standardizzazione e accessibilità, il privato che guida l’innovazione centrata sul paziente – si completano a vicenda, offrendo un modello di sviluppo complementare. Tuttavia, la frammentazione del mercato e l’assenza di standard condivisi, rappresentano ancora un freno alla piena integrazione delle tecnologie, impedendo la nascita di un ecosistema sanitario omogeneo, sul quale sarà necessario un reale lavoro di costruzione di un partenariato solido.
Oltre a questo, sono diverse le sfide sulle quali sarà importante ragionare nel futuro prossimo, a partire dagli impatti etici che tali tecnologie avranno.
Sviluppare sistemi verificabili in grado di mitigare bias e garantire equità e non discriminazione e definire in modo chiaro il ruolo dei sistemi automatizzati rispetto al giudizio clinico umano in caso di errore, sono solo alcuni degli aspetti fondamentali sui quali il legislatore sarà chiamato ad intervenire. Un tema fondamentale sarà quello della protezione dei dati sanitari, in un’ottica di garanzia di un sistema sicuro, in grado di bilanciare l’interoperabilità dei sistemi, con la protezione delle informazioni più sensibili, così come quello di avere regolamentazioni flessibili e aggiornabili, capaci di proteggere i diritti dei cittadini senza ostacolare il progresso tecnologico.
In questo senso, la rivoluzione in atto e dunque la possibilità di sfruttare appieno il potenziale delle tecnologie digitali nel prossimo futuro, troverà pieno compimento solo nella definizione di risposte univoche a questi temi.
Mariangela Rulli, Head of Public Affairs Italy presso Miodottore – Docplanner Group | Member Scuola Politica Vivere nella Comunità
