Sanità di prossimità e prevenzione: un’alleanza sostenibile

Sanità di prossimità e prevenzione: un’alleanza sostenibile

La pandemia ci ha ricordato che la salute è un fattore centrale nella vita economica e sociale del Paese e ha evidenziato la forza del nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che ha saputo garantire stabilità all’Italia anche nel momento di massima crisi. Ma un intervento robusto per rendere il SSN più efficiente e sostenibile è oggi quanto mai necessario se vogliamo preservare l’universalità del diritto alla salute, coniugando accesso all’innovazione, aumento dell’aspettativa di vita e qualità dell’assistenza. Il grande tema di come garantire la tenuta del sistema sanitario è diventato centrale nel dibattito pubblico e lo sarà sempre di più in futuro perché sarà sempre più marcato l’andamento contrapposto tra risorse a disposizione e bisogni della popolazione. Gli anziani, già oggi 14 milioni, tra vent’anni anni saranno un terzo degli italiani e ci saranno sempre meno giovani a sostenere la spesa del welfare. Continuano dunque a crescere le esigenze assistenziali di una popolazione sempre più anziana, mentre i contribuenti diminuiscono e la spesa pensionistica aumenta. D’altra parte, accelera rapidamente la capacità dell’innovazione tecnologica e delle scienze mediche di trasformare in patologie a decorso cronico anche malattie in passato considerate inguaribili. Ma l’innovazione ha un costo e la fetta di coperta a disposizione per la Sanità è sempre la stessa. Di questi aspetti bisogna necessariamente tener conto nell’attuale fase di riorganizzazione del SSN, anche con l’obiettivo di impiegare in modo efficiente e responsabile i fondi del PNRR, buona parte dei quali – non dimentichiamolo – graverà sulle generazioni future.

La sanità di prossimità, con la sua attenzione alla prevenzione, alla promozione della salute e alla presa in carico dei pazienti cronici in tutte le fasi del percorso assistenziale, è uno dei paradigmi intorno ai quali dovrà ruotare il futuro del nostro servizio sanitario universalistico, la cui tenuta, o al contrario il naufragio, passa innanzitutto dalla capacità di realizzare sul territorio una efficace rete di prevenzione. Ciò significa incidere positivamente sugli stili di vita e sui fattori di rischio prevenibili, aumentare le coperture vaccinali, potenziare gli screening per ridurre il carico delle malattie non trasmissibili come cancro, diabete, patologie cardio-metaboliche, cioè di quelle malattie che continuano a rappresentare i big killer in tutti i Paesi occidentali. Ed è proprio in questi ambiti che, negli ultimi anni, la rete di assistenza sul territorio si è giovata della professionalità e del contributo crescente dei farmacisti che hanno dato concretezza al concetto di prossimità, in qualità di primo presidio sanitario sul territorio. Dall’esecuzione dei test Covid in piena emergenza pandemica all’accelerazione data alle campagne vaccinali anti-Covid e antinfluenzale, fino ai nuovi servizi di diagnostica e alla fondamentale attività di prevenzione cardiovascolare realizzata grazie al supporto della telemedicina, i farmacisti hanno dimostrato di rappresentare un grande motore di prevenzione, primaria e secondaria, anche in chiave di supporto all’aderenza terapeutica. 

Tutti servizi di estremo valore in un’ottica di sostenibilità complessiva del sistema, anche per il contributo che offrono alla riduzione delle liste d’attesa, al contrasto di fenomeni preoccupanti come quello dell’antibiotico-resistenza e, in definitiva, al miglioramento dello stato di salute dei cittadini. L’impegno dei farmacisti sul fronte della prevenzione, operando in sinergia con i medici e gli altri professionisti sul territorio così come indicato nel DM 77 che definisce gli standard per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale, è esemplificativo dello sforzo che il sistema deve compiere per far sì che chi sta bene non si ammali e che chi invece deve gestire una malattia cronica lo possa fare in modo più agevole, vicino casa, massimizzando le occasioni di consiglio, rassicurazione e controllo dell’aderenza al piano di cura. E qui entra in gioco un altro aspetto cruciale ai fini della razionalizzazione dell’uso delle risorse in sanità: la digitalizzazione. La telemedicina e le più avanzate tecnologie digitali tra cui l’intelligenza artificiale da un lato, il fascicolo sanitario elettronico e il dossier farmaceutico dall’altro, rappresentano, infatti, degli straordinari strumenti di efficientamento delle prestazioni e di promozione delle équipe multidisciplinari che, potendo accedere e integrare i dati sanitari degli assistiti, dialogano da remoto per garantire ai pazienti una presa in carico globale e continuativa. Ciò con il duplice obiettivo di abbattere le diseguaglianze di accesso ai servizi sanitari e garantire ai cittadini l’assistenza più appropriata in base alle reali necessità cliniche, dall’altro di evitare sprechi e inefficienze, garantendo sostenibilità al nostro servizio sanitario. Ma qualsiasi intervento non potrà essere mai realmente efficace se non è inserito all’interno di una più ampia visione One Health che integri tutela della salute – umana e animale -, sostenibilità ambientale ed economica. L’attenzione per l’ambiente è oggi una delle principali rivoluzioni culturali che devono essere innescate, sottolineandone in primis i benefici per la salute. E anche in questo ambito emerge l’importante contributo che può giungere dai farmacisti nel sensibilizzare i cittadini sul nesso diretto che lega salute ed ecosostenibilità, ad esempio trasmettendo il valore dell’uso consapevole dei farmaci e del loro corretto smaltimento. Un traguardo possibile grazie al rapporto di fiducia che si rafforza ogni giorno attraverso l’incontro fra i farmacisti e le comunità, e che ha proprio la salute come terreno di dialogo e come obiettivo comune.

Con questa visione pragmatica, tutti noi siamo chiamati a proseguire la strada per realizzare un nuovo modello di salute più vicino ai bisogni delle persone, la sanità di prossimità, a garanzia di un servizio sanitario più equo e sostenibile.

Andrea Mandelli, Presidente Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI)

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