Salute e Benessere:la sfida che unirà il pianeta.
Non vi è dubbio che l’Obiettivo 3 dell’Agenda 2030 “Salute e Benessere” sia il più ambizioso, cruciale e fondamentale obiettivo per anelare a una società più equa, giusta, prospera e sostenibile. Ambire alla “Salus” intesa come stato complessivo di salvezza, incolumità e integrità fisica e mentale, e al “Benessere” come qualità della vita del singolo e della comunità, parrebbe utopico ma non lo è quando si declina in aspirazione e ispirazione.
In alcuni ambiti della salute si sono fatti notevoli progressi come nel miglioramento della aspettativa di vita, nella diminuzione della mortalità infantile e materna, nella cura di alcune malattie gravi, pur permanendo criticità nelle malattie respiratorie e cardiovascolari, nel diabete ,il cancro e in alcune malattie mentali. Nei paesi più poveri a tutto ciò si aggiunge: malaria, tubercolosi, malattia infettive e malnutrizione. Ma lo “stato di salvezza, incolumità e integrità” viene messo a repentaglio dai continui e talvolta sanguinosi conflitti che eliminano così salute e benessere a livello globale.
Per non parlare della massiccia diffusione della droga nel mondo: grande business che purtroppo non riesce ad essere neanche mitigato.
Salute e Benessere sono diritti umani fondamentali e inalienabili, difesi e tutelati alla sola condizione di una nuova e pacifica cooperazione e collaborazione internazionale ed a una nuova consapevolezza, che dovrebbe portarci a maggiore cooperazione e condivisione, cosa che non succederà nel breve termine.
La pandemia Covid avrebbe dovuto insegnare all’umanità che solo insieme e in pace possiamo affrontare le sfide del futuro. Negli ultimi 3.300 anni di storia documentata l’essere umano è stato in pace solo per duecento anni, come possiamo allora pensare, se non nel solco di un vero cambiamento, di avere un futuro prospero e sostenibile?
Provo allora a pensare ad alcune azioni concrete per il raggiungimento dell’Obiettivo 3 consapevole di proporre anche azioni già in atto:
1) Investire in infrastrutture e formazione;
2) Ricerca e sviluppo nella farmaceutica e accessibilità globale;
3) Cooperazione e collaborazione internazionale;
4) Accesso ai servizi sanitari;
5) Prevenzione e promozione della salute;
6) AI e nuove tecnologie
Azione 1) Impegnare i singoli governi, le organizzazioni internazionali, le organizzazioni filantropiche, la finanza, sotto la supervisione e coordinamento di un organismo internazionale, ad investire in infrastrutture sanitarie e nella formazione di personale qualificato,
Azione 2) Favorire la creazione di ecosistemi di collaborazione competitiva ad alta densità di rete in ambito farmaceutico, ospedaliero e tecnologico;
Azione 3) Migliorare il coordinamento e la collaborazione tra i vari organismi di vigilanza e controllo sanitari al fine di creare data base comuni, piattaforme dati e strumenti di gestione orientando così anche nuove politiche orientate alla salute e al benessere;
Azione 4) Nuovi e inclusivi programmi di welfare pubblico e privato indirizzati principalmente verso le fasce più deboli;
Azione 5) Promuovere stili di vita sani, migliorare la medicina preventiva e l’attenzione alle malattie mentali, monitorare e presidiare i focolai di malattie trasmissibili, combattere la fame nel mondo e la povertà, autentici brodi di coltura di malessere e malattia.
Azione 6) La AI e le nuove tecnologie avranno un ruolo significativo nelle diagnosi e trattamenti, nella robotica assistita, nelle analisi dei dati privati e pubblici, nella ricerca e sviluppo, nella gestione dei sistemi sanitari anche da remoto, nelle app e sistemi wearable.
In ultimo, in quanto coinvolto personalmente, vorrei richiamare il ruolo che potrebbero avere i fondi pensione come investitori di lungo periodo, pazienti, non speculativi, importanti per le masse di denaro gestito. La loro mission non è solamente quella di fornire rendimenti al risparmio previdenziale, ma anche quella di allocare risorse ove si preveda sviluppo, crescita e sostegno ad una economia che si richiama alla propria matrice antropologica, etica, morale e sociale. Solo così la finanza così può tornare alla sua originale funzione generativa.
Proprio dai fondi pensione e dai suoi investimenti, in questa cornice concettuale e operativa, può ritrovarsi quell’economia civile del bene comune che del benessere pubblico e privato, della salute pubblica e privata ne ha fatto i propri fini e segni distintivi.
Ogni risultato raggiunto, ogni traguardo superato, ogni speranza del futuro che rimane appannaggio di pochi a discapito dei molti, porta allo stretto sentiero del ”Polemos pater panton” che la Storia da troppo tempo ha vissuto.
Maurizio Grifoni, Presidente Fondo Fon.Te.
