Roma al centro: intermodalità, mobilità sostenibile e sicurezza stradale

Roma al centro: intermodalità, mobilità sostenibile e sicurezza stradale

Al momento del nostro insediamento, Roma si presentava soprattutto dal punto di vista della mobilità come una città ferma, incapace di reagire e anche solo tentare di recuperare il gap con le altre grandi capitali europee. Il primo e più importante punto programmatico che dovevamo affrontare per risalire da una situazione di una città con poche infrastrutture di mobilità era produrre un’idea della mobilità globale nel tempo e nello spazio e porre le condizioni per tenerla ferma nei decenni a venire perché le trasformazioni in questo settore richiedono tempi molto lunghi e per raggiungere obiettivi c’è la necessità che questa visione sia condivisa oltre il tempo di una consiliatura.

Una visione che punta sulla trasformazione della città da autocentrica a città dell’intermodalità e che utilizza la multi modalità dei movimenti come regola degli spostamenti in città basandosi principalmente sulla spina dorsale del trasporto pubblico. È questa l’impostazione che ci consentirà di ridurre congestione, inquinamento atmosferico e acustico, di combattere il surriscaldamento e i cambiamenti climatici, di porre al centro la sicurezza stradale. 

Fermo restando l’importanza del nostro lavoro sul rinnovamento degli assi portanti e di tutte le infrastrutture del trasporto pubblico – a cominciare dalla sostituzione completa dell’armamento delle linee tranviarie e di quello della Metro A – sull’ammodernamento della flotta bus Atac; sulle revisioni dei treni delle tre linee della metropolitana e sull’acquisto di nuovi treni e di nuovi tram; mi preme in questa sede sottolineare l’enorme impegno che stiamo mettendo per rivoluzionare la mobilità della Capitale, facendola passare da città delle auto a città delle persone.

Il lavoro che abbiamo fatto sulla sharing mobility, ad esempio, può riuscire a far comprendere meglio che cosa significa intermodalità e come, se l’amministrazione produce “politiche della mobilità”, i cittadini sono reattivi e disposti a cambiare abitudini. Quando siamo arrivati regnava il caos, sia amministrativo che su strada per i circa 26.000 dispositivi depositati su una piccola porzione di territorio (I e II municipio per lo più) senza criterio. Abbiamo preso questo servizio e lo abbiamo piegato alla nostra visione, dandogli delle funzioni trasportistiche precise nell’ottica dell’intermodalità: i monopattini e le biciclette in sharing dovevano avere la funzione di coprire il primo e l’ultimo miglio di un percorso multimodale. Dunque dovevamo fare tre cose: ridurre gli operatori per salvaguardare il decoro della città; allargare il perimetro di azione dal centro a tutta Roma nel raggio di un miglio dalle stazioni metroferrotranviarie e integrarli al meglio nella bigliettazione del trasporto pubblico. Ebbene ora possiamo dirlo con orgoglio che grazie alla nostra amministrazione il decoro in centro è radicalmente migliorato, che la sharing mobility serve tutte le periferie di Roma e che tutti gli abbonati al metrebus possono utilizzare monopattini e biciclette gratuitamente. La microsharing mobility in un anno è diventata un pezzo dell’intermodalità con utilizzo sistematico casa-lavoro e non esclusivamente ludico come prima. 

Intermodalità per noi significa anche il nuovo Regolamento Taxi e Ncc che ha introdotto le cosiddette “seconde guide” consentendo a 450 licenze finora di far circolare la propria macchina, guidata da due diversi autisti, su più turni. A questo aumento dell’offerta si aggiungeranno poi le 1000 nuove licenze Taxi che inizieremo ad assegnare nelle prossime settimane.  Il prossimo passo sarà l’aumento delle autorizzazioni Ncc ferme dal 1993, la nuova regolazione dei turni e una riqualificazione complessiva delle infrastrutture del Trasporto pubblico non di linea.

E in questi anni sempre nell’ottica dell’intermodalità, della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale abbiamo lavorato senza sosta sulla ciclabilità, approvando il Biciplan con una previsione di quasi 400 chilometri ulteriori in città e circa 800 km in tutta l’area metropolitana e poi attraverso l’inizio dei primi interventi infrastrutturali. Sono già partiti, ad esempio, i lavori dei primi due lotti del GRAB, Grande Raccordo Anulare delle Bici: 50 km di un’opera iconica e riconoscibile nel mondo, che connetterà in un network tutte le ciclabili radiali. Sono a buon punto, inoltre, le opere per la realizzazione della ciclabile Monte Ciocci-Vaticano, che sfrutta lo storico viadotto ferroviario dismesso di Valle Aurelia e il tunnel per poi congiungersi alla passeggiata del Gelsomino e arrivare in Vaticano come sfioccamento della Via Francigena, e  sono appena terminati i lavori per la realizzazione della ciclabile Termini Sapienza.

Siamo molto concentrati sul tema della ciclabilità, perché piste ciclabili significa anche sicurezza stradale che per noi è uno degli obiettivi. In questa ottica, abbiamo portato avanti un lavoro senza precedenti sugli incroci a massimo rischio (cosiddetti black point) che ha portato già a concludere sperimentalmente i lavori su diverse intersezioni pericolose. Siamo inoltre andati avanti con la progettazione e la realizzazione delle isole ambientali e delle zone 30 km/h. E sempre con l’obiettivo della sicurezza stradale e della riqualificazione dello spazio urbano, per toglierlo alle auto e restituirlo ai cittadini, abbiamo puntato con decisione sull’implementazione delle strade scolastiche per tutelare meglio l’incolumità dei ragazzi. Abbiamo portato a termine due progetti iniziati in I municipio a Via Puglie e Via Bixio e abbiamo avviato progetti temporanei in altre 18 scuole strade scolastiche con l’ambizione di arrivare a 101 strade e di trasformarle tutte in progetti permanenti.

Ecco a tre anni di distanza dal nostro insediamento, possiamo dire che c’è ancora molto lavoro da fare per rendere la nostra città al passo con le altre grandi capitali europee, ma anche che siamo a pochi metri dall’inizio di una nuova storia del trasporto di Roma: dopo anni di lavoro oscuro manca poco -per usare una metafora- per riportare sui binari un treno deragliato.

Eugenio Patanè, Assessore Mobilità Comune di Roma

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *