Riforma della Sanità: Psicologo di Cure Primarie e Innovazione per un Sistema Sanitario Più Efficiente
La sanità italiana si trova a un bivio cruciale: da una parte le sfide di un sistema sempre più gravato da costi crescenti e una domanda crescente di servizi, dall’altra la necessità di una riforma strutturale che possa garantire un’assistenza di qualità, equa e universale. In questo contesto, tre temi emergono come prioritari: una riforma complessiva del sistema sanitario, un forte potenziamento della prevenzione primaria e secondaria in un’ottica “One Health”. E vista la situazione grave della salute mentale , cresciuta dopo il covid, l’istituzione dello psicologo di assistenza primaria da inserire nelle 1038 costituende case della comunità.
Lo Psicologo di Assistenza primaria: Una Risposta ai Bisogni Emergenti
L’emergenza pandemica ha evidenziato, forse più che mai, l’importanza della salute mentale come componente essenziale del benessere complessivo. Stress, ansia, depressione e altri disturbi psicologici sono in drammatico aumento, colpendo ogni fascia d’età e ogni settore della popolazione. Tuttavia, il nostro sistema sanitario è ancora carente nel garantire un’assistenza psicologica tempestiva e accessibile.
L’introduzione dello psicologo di cure primarie, di cui sono promotore, rappresenta una risposta concreta e innovativa a questa esigenza. Questa figura, operando all’interno delle strutture di medicina generale, potrebbe offrire supporto immediato ai pazienti, riducendo i tempi di attesa e prevenendo il peggioramento di molte condizioni psicologiche. Inoltre, integrando lo psicologo nei team multidisciplinari già esistenti, si potrebbe migliorare la gestione complessiva della salute dei cittadini, con un approccio che considera corpo e mente come un’unità inscindibile.
La Necessità di una Riforma del Sistema Sanitario
Oltre a introdurre nuove figure professionali, è fondamentale ripensare il sistema sanitario nel suo complesso. La pandemia ha messo in luce non solo le debolezze strutturali, come la forte sofferenza della sanità territoriale e quindi dei Pronti Soccorso ,ma anche le potenzialità di innovazioni che possono essere implementate su larga scala. Tra queste, l’adozione di tecnologie digitali per il monitoraggio remoto dei pazienti, la valorizzazione del territorio come primo presidio di salute con la costruzione di nuove case di comunità o la riconversione di strutture proprio a tale scopo e una riorganizzazione delle risorse per garantire una maggiore equità di accesso ai servizi.
La riforma deve basarsi su alcuni pilastri fondamentali:
Rafforzare la rete di servizi locali, rendendo i distretti sanitari il punto di riferimento primario per i cittadini con la organizzazione delle Case di comunità punto di riferimento della Sanità territoriale e primo filtro tra il cittadino e l’ospedale e il potenziamento del post-acuzie attraverso la realizzazione di Ospedali di comunità (strutture di bassa intensità).
Definire il ruolo fondamentale dei Medici di Medicina Generale ( medici di famiglia) con l’obbligo di dover offrire la propria attività dentro le case di comunità oltre che nei propri studi e con la possibilità per le Asl e Regioni di poter decidere dove serve il loro servizio. In questi giorni il ministro della salute Orazio Schillaci sta assumendo insieme ai presidenti di Regione proprio su questo fondamentale argomento .
Promuovere un lavoro sinergico tra ospedali, medicina territoriale e servizi sociali, per offrire risposte rapide ed efficaci alle necessità sanitarie della popolazione.
Innovazione tecnologica: Si sta realizzando il portale unico nazionale dove finalmente avremmo a disposizione i dati sanitari che possono aiutare a programmare le risposte e l’organizzazione della nostra Sanità . Il Fascicolo Sanitario Elettronico Nazionale sarà una grande novità positiva per migliorare le cure e l’assistenza ai cittadini. La diffusione della telemedicina, rendendo possibile una gestione più efficiente e capillare delle cure, specialmente per i pazienti cronici. Occorre anche rivedere i software gestionali degli ospedali e delle asl rendendoli interoperabili in tutto il territorio nazionale .
Investire nella formazione e nel reclutamento di professionisti sanitari, inclusi psicologi, infermieri e medici di base e di tutti gli operatori sanitari per far fronte alla crescente domanda di servizi e rendere di nuovo attrattivo il lavorare nel SSN.
In questo quadro è fondamentale potenziare le attività di prevenzione primaria ( stili di vita ) e di quella secondaria ( per fare sempre di più la diagnosi precoce di eventuali malattie gravi ).
A mio avviso il nostro eccezionale Servizio Sanitario Nazionale ha bisogno certamente di nuove risorse ( cosa che governo e parlamento hanno fatto aumentando significativamente il fondo Sanitario dal 2023 ad oggi di circa 10 miliardi e di altri 11 miliardi dal 2025 al 2027) ma soprattutto ha bisogno di una profonda riorganizzazione del sistema. Cosa che il governo sta facendo insieme al lavoro del parlamento e delle Commissioni sanità di Camera e Senato. Molte riforme sono state fatte e altre saranno fatte per rafforzare un servizio fondamentale come quello della Sanità e della Salute .
Luciano Ciocchetti, Vice Presidente XII Commissione Affari Sociali e Sanità Camera dei Deputati
