Mobilità e Sostenibilità: tra Innovazione, Sfide e Opportunità per l’Italia

Mobilità e Sostenibilità: tra Innovazione, Sfide e Opportunità per l’Italia

Intervista all’On. Alberto Gusmeroli, Presidente della X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, Responsabile Fisco della Lega, Commercialista.

Quello della Mobilità è probabilmente il settore dove più marcatamente si consuma lo scontro fra due visioni contrapposte di Sostenibilità. Che cosa ne pensa al riguardo?

È molto semplice: la Sostenibilità, per funzionare, deve essere ‘sostenibile’, sotto tutti i punti di vista, e generare benessere per il Cittadino: non certo crisi economica e perdita dei posti di lavoro. Fare Sostenibilità significa certamente e doverosamente tutelare l’Ambiente, riducendo l’impatto delle attività umane sugli ecosistemi, ma tutto questo non può avvenire a scapito della tenuta sociale ed economica che i provvedimenti proposti devono garantire. Il blocco alla vendita delle auto a motore endotermico nel 2035 è stato imposto senza alcuna analisi costi-benefici e dunque senza valutare l’impatto che questa virata al full-electric determina per le realtà produttive dei Paesi. Già solo per questo fatto non può funzionare.

Bisogna avere onestà intellettuale: le auto elettriche non sono convenienti per i Consumatori. Hanno un costo elevato, molte difficoltà di ricarica e ridotta autonomia, peraltro a fronte di una rete infrastrutturale di supporto che non ha avuto il tempo di svilupparsi. Inoltre, di tutto il parco elettrico, una significativa percentuale delle immatricolazioni sono operate dai Concessionari, con ingenti oneri finanziari e un non quantificabile costo di obsolescenza legato alla lunga permanenza di questo stock sui piazzali.

Come si potrebbe intervenire?

Diversificando, così come fatto per l’Energia. Non esiste una sola soluzione semplice a un problema che è complesso e multisfaccettato: serve abbandonare urgententemente il paradigma per cui solo l’elettrico può essere la panacea di tutte le criticità, aprendo a quelle tecnologie che consentono di fare decarbonizzazione senza desertificare l’Automotive, uno dei più importanti asset industriali tanto per l’Italia quanto per l’Europa. Il nostro Paese è per esempio leader nel campo di bio-fuel e carburanti sintetici: un’altra possibile via da perseguire per allargare il mix è ovviamente quella dell’Idrogeno.

E sulle sanzioni?

Come Lega abbiamo sempre ritenuto che fosse fosse necessario rivedere le sanzioni al 2025 previste per le case automobilistiche, che derivano da soglie troppo alte di vendita dell’elettrico e a cui i produttori rispondono – per evitarle – abbassando le produzioni di endotermico. Ora se ne è accorta anche l’Europa, finalmente.

Che cosa si aspetta dai tavoli su stellantis?

La Lega e il Governo di Centrodestra lavorano affinché dalle interlocuzioni possano scaturire impegni concreti che permettano di rilanciare il settore dell’Automotive, con il mantenimento di tutti i siti produttivi e salvaguardando i livelli occupazionali diretti e dell’intera filiera della componentistica (peraltro un’eccellenza, quest’ultima, che per qualità e competitività è apprezzata a livello mondiale). Poi le soluzioni ai problemi nascono necessariamente dall’ascolto e dal confronto. L’Italia ha nell’Automotive uno dei suoi asset produttivi strategici, con una storia ultra- centennale alle spalle e un patrimonio di conoscenze che deve essere preservato, specie di fronte alle sfide della transizione energetica.

Che cosa pensa in generale del Green Deal?

Come già ho evidenziato prima, chi può essere favorevole a una transizione ecologica che non tiene in considerazione la sostenibilità economica, sociale e occupazionale dei provvedimenti? L’Europa ha scelto di adottare misure negativamente impattanti sul sistema economico e industriale: basti pensare alla direttiva sulle case green, al regolamento sugli imballaggi fino allo stop al motore endotermico nel 2035.

La tecnologia ha forti ricadute anche sui Trasporti. Lei ha avviato, già nel 2023, un’indagine conoscitiva sull’intelligenza artificiale: che cosa è emerso?

Nessun cambiamento epocale è esente da rischi, che però vanno compresi e governati. Nel corso dell’indagine è però emerso come soltanto il 46% della popolazione italiana fra i 16 e i 74 anni possieda competenze digitali di base: una criticità che va superata attraverso un percorso di formazione continua sull’IA, dalle Elementari all’Università, che si integri con l’attività delle PMI sul Territorio e con il progredire della Ricerca scientifica e tecnologica grazie alla diffusione degli studi in discipline STEM.

E per quanto concerne i trasporti da e per lo Spazio?

Questa è la nuova frontiera. In Commissione Attività produttive abbiamo al momento in disamina un Disegno di Legge concernente disposizioni in materia di Space Economy: come per le altre indagini conoscitive che ho fortemente voluto e promosso, anche in questo caso stiamo audendo decine di Stakeholder fra Istituzioni, Aziende, Università ed Enti di Ricerca, così da avere un quadro esaustivo sulle necessità di una filiera che il nostro Paese possiede nei fatti completa e che rappresenta un altro fiore all’occhiello del ‘Made in Italy’.

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