MADE IN ITALY ECCELLENZA DELLE ECCELLENZE ITALIANE

MADE IN ITALY ECCELLENZA DELLE ECCELLENZE ITALIANE

Il Made in Italy è il terzo brand più conosciuto al mondo. Frutto delle tante eccellenze italiane, in tutti gli ambiti, è stato oggetto di un’indagine conoscitiva svolta nel 2023 dalla Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera, poi divenuta base per il DdL del Governo. Ne parliamo con il Presidente On. Alberto Luigi Gusmeroli, anche Responsabile Fisco della Lega, Sindaco di Arona e Commercialista.

Presidente Gusmeroli, come è nata l’indagine conoscitiva sul Made in Italy che avete svolto nel 2023?

Si tratta di un’iniziativa che ho fortemente voluto e promosso, e il cui documento di sintesi finale (peraltro votato all’unanimità dai Membri della Commissione) ha rappresentato la base di partenza per la redazione dell’omonimo Disegno di Legge da parte del Governo. Volontà ispiratrice è stata quella di andare a focalizzare direttamente con gli Operatori del Made in Italy (dalle Aziende alle Istituzioni, dalle Università alle Associazioni di categoria) le urgenze principali del comparto, in modo da poter pianificare un’adeguata azione di valorizzazione e tutela. In Politica l’ascolto è basilare: solo da esso, infatti, possono scaturire delle buone Leggi, realmente utili al Cittadino.

Ha parlato di “comparto”. Il Made in Italy assomma però una pluralità di settori: come si opera concretamente?

Proprio questa è una delle caratteristiche principali, se non “la” caratteristica per antonomasia del nostro Sistema Paese: il fatto di vantare eccellenze praticamente in ogni campo, conosciute e apprezzate nel mondo come vere e proprie bandiere dell’Italianità. In considerazione di ciò serve strutturare e fortificare un sistema che le curi e le supporti da monte a valle: ovvero dall’adeguata preparazione e formazione delle giovani generazioni fino all’ulteriore slancio nella promozione dei nostri prodotti, sia da noi sia all’estero.

Ma il Made in Italy è già il terzo brand più citato al mondo: come si può migliorare ancora?

Come dicevo, il primo passo è quello della Formazione: partendo dall’assunto che le competenze sviluppate dai giovani che scelgono un percorso scolastico di tipo professionale non siano meno importanti di quelle di chi frequenta l’Università. Sono necessarie entrambe. In questo senso, come Lega abbiamo in particolare caldeggiato un potenziamento della rete delle ITS Academy per il Made in Italy, cui si è anche affiancato il Liceo del Made in Italy. L’idea è stata quella di avvicinare ancora di più, in senso fisico, la Scuola con alcuni importantissimi distretti produttivi, in modo che gli Studenti possano formarsi proprio lì dove i nostri prodotti di eccellenza vengono realizzati. In quanto alla promozione, bene sviluppare la rete internazionale di partecipazione a eventi e fiere: attenzione massima, però, anche al potenziamento del mercato interno, attraverso per esempio l’istituzione di percorsi e iniziative nei nostri meravigliosi borghi dell’entroterra. Luoghi molto meno frequentati dai Turisti ma sede di qualificate e straordinarie realtà artigianali.

Che cos’è oggi il Made in Italy?

Ottima domanda. Questa indagine conoscitiva, infatti, non ha voluto riferirsi solo agli ambiti cosiddetti classici: Cibo, Moda, Mobili e Automotive di lusso da una parte, realtà artigiane e piccole botteghe dall’altra. Ha abbracciato anche quella moltitudine di realtà, molte a elevata intensità tecnologica, dove pure il nostro Paese è leader. Pensiamo per esempio alle nuove frontiere tecnologiche, soprattutto in ambito digitale e dell’automazione, dove il nostro Paese riveste storicamente un ruolo primario. Per non parlare dell’Intelligenza Artificiale, su cui l’anno scorso abbiamo svolto un’indagine conoscitiva, le cui risultanze sono servite al Governo nell’elaborazione del provvedimento che è attualmente all’esame del Parlamento.

Presidente Gusmeroli, ma questa Intelligenza Artificiale di cui tanto si parla aiuta o sfavorisce il Made in Italy?

Come tutte le tecnologie va governata e non subita, mettendo sempre l’Uomo al centro e ricordando che essa deve rimanere al servizio del suo benessere. Ciò detto, Le do un dato: ogni anno contraffazione e Italian sounding dei nostri prodotti alimentari drenano dalle casse dello Stato parecchie decine di miliardi di euro. L’impiego dei mezzi digitali, fra cui l’Intelligenza Artificiale, aiuta per esempio lo sviluppo e l’irrobustimento della blockchain, con cui contrastare questa piaga. Così infatti si può più efficacemente seguire e monitorare un prodotto dal momento della sua realizzazione fino a quando raggiunge il mercato estero di destinazione.

Ha citato prima l’Automotive. C’è possibilità che torni a essere un asset strategico del Made in Italy?

Prima di tutto è l’Europa a doversi chiedere se ritiene ancora strategico considerare l’Industria dell’Auto un proprio asset, evitando con il Green Deal di operare scelte a tutto vantaggio dei competitor cinesi, gli unici finora a guadagnarci da questo miope e irrealizzabile proposito di riconvertire interamente le propulsioni al solo elettrico entro il 2035. Nell’ambito però del più largo concetto di neutralità tecnologica, anche qui l’Italia gioca un ruolo da protagonista. Diversi fra i nuovi carburanti oggetto di studio (idrogeno, e-fuel e bio-fuel) sono infatti Made in Italy, essendo il nostro Paese avanti nel loro sviluppo. In quanto a Stellantis, gli impegni assunti proprio in Commissione Attività produttive e al tavolo governativo sono quelli di preservare la competitività e i livelli occupazionali in Italia. Necessità che per la Lega rappresenta un’urgenza assoluta. Considerato inoltre come la filiera dell’Automotive, in particolare componentistica e rete vendite, siano eccellenze del Made in Italy riconosciute e apprezzate internazionalmente.

Grazie Presidente. Concludendo, che definizione sintetica darebbe di Made in Italy?

Tradizione e contemporaneità, perché oggi possiamo perpetuare i saperi e le conoscenze derivanti dalla nostra storia con un respiro internazionale, e soprattutto intersecando anche i temi e valori della Sostenibilità (ambientale, sociale ed economica). E poi il Made in Italy non è sinonimo di un solo Territorio ma dell’Italia intera, perché ognuno dei nostri oltre 8.000 magnifici Comuni è generatore di manufatti e know-how unici al mondo.

E qui viene fuori il Sindaco che è in Lei.

Certamente. Sono orgoglioso del mio Comune, Arona, una splendida cittadina sulle sponde del Lago Maggiore. E sono orgoglioso delle eccellenze del mio Territorio. In punto Formazione, per esempio, l’Istituto di Istruzione Superiore Maggia di Stresa è il primo Alberghiero d’Italia, mentre il Cobianchi di Verbania rappresenta una realtà di riferimento, con ben quattro percorsi tecnici altamente professionalizzanti e tre liceali. Per quanto concerne il Made in Italy, Arona è anche la città del cioccolato LAICA, famoso per la sua bontà e per operare sul Territorio tutta la filiera, dalla lavorazione del cacao fino alla tavoletta, nonché dell’Azienda casearia Guffanti, quarto affinatore al mondo di formaggi. Oltre ovviamente a negozi, attività artigiane, economiche e turistiche rinomate, che ogni anno attirano la curiosità e l’interesse di decine di migliaia di Persone. E di cui andare orgogliosi, ogni giorno!

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