Made in Italy: Eccellenza da Tutelare e Promuovere nel Mondo

Made in Italy: Eccellenza da Tutelare e Promuovere nel Mondo

Il Made in Italy è universalmente riconosciuto quale sinonimo di stile e qualità. Non solo indicazione di origine e territorialità, ma un vero e proprio Brand per eccellenza, che raccoglie in sé i più grandi nomi dell’artigianato, dell’industria ma anche delle esperienze italiane.

Questo “marchio” rende il nostro Paese riconoscibile in tutto il mondo per bellezza, eleganza ed unicità: rappresenta un vero punto di forza per il mercato italiano e dell’export, icona di un’eterna attitudine tutta nazionale di unire nella produzione di un oggetto o di un sapore, di una sensazione, la sapienza, l’abilità, la creatività e la tecnologia. 

Esportati in tutto il mondo, i prodotti Made in Italy suscitano ammirazione, fiducia e desiderio, perfettamente soddisfatti dalla capacità dei nostri artigiani. Essi forgiano opere iconiche, imitate e invidiate, la cui magia, tipicamente italiana, non è riproducibile.

Più che di brand, qui si parla di “emozioni italiane”, di prodotti fatti con le mani e con l’anima, perciò unici. Il saper fare italiano non è qualcosa di superfluo, bensì di unico e inimitabile. La creatività e la passione che contraddistinguono i nostri imprenditori ci hanno permesso di rendere i nostri prodotti, il nostro Made in Italy, famoso e desiderato in tutto il mondo.

In un momento in cui il concetto di lusso in generale è decisamente in crisi o per meglio dire in fase di “rivisitazione”, è corretto parlare, oggi più che mai, di eccellenze italiane e di emozioni italiane poiché non parliamo di qualcosa di “superfluo” bensì di “straordinario”. Questa è la nostra vera ricchezza da promuovere, tutelare e raccontare.

Far rivivere lo spirito della “Dolce Vita”, valorizzando il Made in Italy ovvero il “saper fare italiano”. È questa la missione dell’Associazione “La Dolce Ita”, che già nel nome racchiude gli aspetti tipici del genio e dello stile nostrano, noti in tutto il mondo, declinandoli in una chiave innovativa e contemporanea. 

A confermare il ruolo fondamentale delle imprese italiane nello scenario economico internazionale, nonostante la situazione globale segnata da conflitti, equilibri geopolitici complessi e aumento dei costi delle materie prime, i dati Istat sull’export verso i Paesi extra UE che, a marzo 2025, hanno registrato una crescita del 7,5% su base annua, con un forte incremento delle esportazioni verso gli USA (+41,2%). Una missione tutt’altro che velleitaria, dunque, quella che muove La Dolce Ita e ne orienterà i passi futuri.

Il nostro Paese, il “Bel-Paese / Paese del Bello” vanta innumerevoli e specifiche eccellenze in settori strategici del sistema economico ed imprenditoriale, sia a livello interno che globale: le cosiddette “4A” ma non solo, Abbigliamento, Agroalimentare, Arredamento e Automotive, sono settori in cui l’Italia è indiscutibile leader a livello mondiale.

Un passo decisamente (e finalmente) in direzione di supporto e sostegno al Made in Italy, che è eccellenza da tutelare e promuovere in quanto tale, lo ha compiuto il governo di Centro-Destra guidato da Giorgia Meloni, con la intitolazione all’intera galassia e alla filiera del Made in Italy, in cui vedo concretizzarsi le linee fondamentali della mia prima PdL nella precedente legislatura: oggi il MISE ha assunto la denominazione di “Ministero delle Imprese e del Made in Italy”, guidato dal Ministro Adolfo Urso.

Le nostre aziende, tutte, a prescindere dal settore nel quale intervengono, hanno bisogno di tutela e supporto lungo tutto il processo, dalla produzione all’esportazione. Devono essere accompagnate dalle istituzioni – e questa è una grande responsabilità che non può essere trascurata – con interventi mirati volti a garantirne l’efficienza e la qualità in tempi brevi, come richiesto dal territorio e soprattutto dai distretti industriali, unici per la loro qualità e la loro specificità, ma analogamente, per lo stesso motivo, sicuramente fragili di fronte a possibili “aggressioni” dall’esterno/estero che possiamo riassumere con un unico grande pericolo: “italian-sounding”.

Tutto ciò può accadere solo lavorando in sinergia all’interno di un unico “contenitore” in un’ottica di ottimizzazione e semplificazione. Il governo può fare da supporto e difesa delle tante realtà economiche e produttive italiane che cercano nello Stato un punto di riferimento. Per questo l’istituzione di un Ministero per il Made in Italy, che avochi a sé molte delle competenze e che possa più efficacemente tutelare, promuovere e valorizzare le nostre eccellenze in Italia e all’estero.

La competitività delle aziende, soprattutto del Made in Italy o meglio del Best of Italy, si misurerà soprattutto sulla capacità di fare sistema.

I principali istituti bancari e i maggiori fondi di investimento globali prevedono (e ve ne prenderanno parte attivamente) la crescita degli investimenti in Italia nei prossimi cinque/dieci anni. I principali fattori di richiamo sono in primis la qualità e la high-reputation del Made in Italy, a seguire, altro fattore stimolante, è la posizione strategica della penisola nel centro del Mediterraneo, tema particolarmente sensibile anche alla luce delle recenti ultime tensioni in area medio-orientale, ulteriore dato sensibile, e questo è sentiment consolidato negli ultimi 2/3 anni in grande sintonia con la stabilità politica, è costituito dalla solidità del suo tessuto manifatturiero avanzato. Rimangono, sebbene in calo di priorità, in ogni caso talune barriere all’investimento, quali la burocrazia e la complessità normativa, ed anche la pressione fiscale. Dobbiamo lavorare tutti insieme, industria, istituzioni, politica ed associazioni ad un vero e duraturo Piano Industriale per l’Italia. Senza sprecare tempo, per aumentare la competitività, la produttività e l’innovazione e attrarre sempre più investimenti stranieri ma soprattutto per sostenere le nostre piccole e medie imprese, le nostre filiere, asse portante dell’economia del nostro Paese. Viva l’Italia! Viva il Made in Italy!

Benedetta Fiorini, Presidente associazione “Dolce Ita”

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