L’intelligenza artificiale al servizio della Pubblica Amministrazione 

L’intelligenza artificiale al servizio della Pubblica Amministrazione 

Il Senato ha approvato il 17 settembre scorso la legge italiana sull’Intelligenza Artificiale: si tratta del primo quadro normativo nazionale in Europa che disciplina sviluppo, adozione e governance dei sistemi di IA, nel rispetto dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali, oltre che in piena coerenza con l’AI Act europeo.

Il testo si fonda su princìpi di uso antropocentrico, trasparente e sicuro dell’IA, con particolare attenzione a innovazione, cybersicurezza, accessibilità e tutela della riservatezza. Si interviene in modo organico su più settori che possono beneficiare di questa nuova tecnologia – sanità, lavoro, pubblica amministrazione e giustizia, formazione e sport – prevedendo garanzie di tracciabilità, responsabilità umana e centralità della decisione finale di una persona fisica.

Dunque, l’Italia si dota di un quadro stabile e pro-innovazione, capace di accelerare l’adozione dell’IA a beneficio di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, allineando il Paese alle migliori pratiche europee e valorizzando le competenze nazionali.

La sua introduzione nella pubblica amministrazione apre un capitolo nuovo e ricco di opportunità fino ad oggi inesplorate, in considerazione delle potenzialità trasformative di questa tecnologia. 

In un’epoca segnata dalla digitalizzazione accelerata, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale promette di rivoluzionare le modalità di erogazione dei servizi pubblici, prospettando soluzioni innovative per una gestione più efficiente, trasparente e inclusiva, oltre a fornire una risposta più rapida alle esigenze dei cittadini.

Il suo inserimento nei processi amministrativi pubblici comporterà una profonda rivisitazione del rapporto tra utenti e istituzioni, senza perdere di vista il delicato equilibrio tra il miglioramento dei servizi e la garanzia della tutela dei diritti fondamentali: è infatti essenziale che i sistemi di IA siano governati da normative chiare e da principi di trasparenza che preservino la fiducia della comunità, attraverso una mappa normativa in grado di identificare e regolamentare i sistemi ad alto rischio e di porre le basi per un loro utilizzo consapevole e responsabile.

La possibilità di elaborare grandi quantità di dati e fornire analisi predittive permette di prospettare una gestione sempre più strategica e lungimirante delle risorse pubbliche, attuando un cambiamento epocale nelle modalità di interazione fra la PA e i cittadini, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e la soddisfazione dei fruitori, con servizi sempre più personalizzati e interattivi.

L’analisi dei dati in tempo reale, le piattaforme di accesso pubblico e le dashboard interattive costituiscono solo alcuni esempi di possibili applicazioni, capaci di fornire una visione più limpida e aggiornata possibile delle attività delle amministrazioni pubbliche, ad esempio attraverso la pubblicazione di report e statistiche accessibili in tempo reale.

L’integrazione dell’IA nei processi della PA ha il potenziale per rendere la governance più efficiente e responsabile. Tuttavia, questo potenziale può essere realizzato solo se accompagnato da un impegno costante verso la trasparenza e la comprensione, promuovendo una maggiore partecipazione dei cittadini. 

L’introduzione dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici ha prodotto una trasformazione rivoluzionaria nelle modalità con cui questi vengono gestiti ed erogati.

Fra gli impatti più significativi della sua introduzione all’interno delle amministrazioni pubbliche va messa in evidenza la possibilità di automatizzare processi complessi e ripetitivi, aumentando l’efficienza e la precisione (grazie alla riduzione del carico di lavoro manuale) ed evitando, di conseguenza, il rischio di errori umani. 

Attraverso l’analisi predittiva, l’IA può aiutare le amministrazioni pubbliche ad anticipare e rispondere proattivamente alle esigenze dei cittadini, identificando tendenze e modelli nei dati relativi alla domanda dei servizi, nonché permettendo di allocare risorse in modo sempre più strategico ed efficace. 

Uno dei maggiori vantaggi offerti è proprio la “personalizzazione” dei servizi, in base alle esigenze individuali. Utilizzando algoritmi di apprendimento automatico, la pubblica amministrazione può analizzare i dati degli utenti, per offrire servizi su misura. In ambito sanitario, ad esempio, l’analisi dei dati dei pazienti può portare a piani di cura personalizzati, migliorando così i risultati di terapie e trattamento e prevenendo il rischio sia di ricadute che di eventuali emergenze epidemiologiche, oltre a garantire un significativo abbattimento dei costi per la spesa pubblica sanitaria, senza pregiudicare la qualità dei servizi di cura ma, anzi, riducendo significativamente i tempi di attesa.

L’intelligenza artificiale è in grado di automatizzare processi che tradizionalmente richiedono molto tempo, riducendo i tempi di attesa: tutto ciò non solo migliora l’esperienza dell’utente (rendendo i servizi pubblici più accessibili, in particolare per le persone con disabilità o per coloro che vivono in aree remote), ma permette anche al personale delle amministrazioni pubbliche di concentrarsi su compiti più complessi e strategici. 

La Pubblica Amministrazione, percepita da sempre come ancorata a meccanismi burocratici complessi e desueti, non può più esimersi dall’abbracciare questo enorme potenziale, che non si limita soltanto ad una mera questione tecnologica, bensì rappresenta una metamorfosi profonda dei processi. 

Non parliamo di un semplice aggiornamento normativo da archiviare tra le circolari, ma di un cambio di paradigma che impone di ripensare strategie, procedure e competenze. L’alternativa, oggi più che mai, non è tra “usare” o “non usare” l’intelligenza artificiale, ma tra governarla in modo consapevole, strutturato e conforme alla legge, oppure subirla in modo disorganizzato, rischioso e, in ultima analisi, illegittimo.

Maria Fiorenza di Gosta, Redattrice Parlamento Magazine

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