Linee guida AgID per una PA più autonoma, efficiente e sostenibile nell’uso dell’IA
L’Intelligenza artificiale rappresenta oggi una delle principali leve di trasformazione per la Pubblica Amministrazione. Non si tratta soltanto di adottare nuove tecnologie, ma di ripensare processi, competenze e modelli organizzativi per migliorare la qualità dei servizi pubblici e rafforzare la capacità decisionale delle istituzioni. Per cogliere pienamente queste opportunità è necessario dotare le amministrazioni di strumenti metodologici, tecnologici e contrattuali adeguati.
In questo quadro si inseriscono le nuove Linee guida elaborate da AgID per lo sviluppo e il procurement dei sistemi di Intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione. I due documenti sono stati concepiti come parti di un unico percorso: accompagnare le amministrazioni lungo l’intero ciclo di vita dei sistemi di IA, dalla progettazione alla gestione operativa, fino alle modalità di acquisizione e valutazione economica delle tecnologie.
Le Linee guida dedicate allo sviluppo introducono, nel panorama della Pubblica Amministrazione, alcuni aspetti estremamente innovativi: livelli tecnologici dello stack IA, livelli di autonomia dei sistemi di IA, architettura logica di riferimento, le personas della PA.
Il concetto di stack dell’Intelligenza artificiale viene rappresentato come una stratificazione organizzata delle componenti tecniche, hardware e software necessarie per progettare, addestrare, distribuire ed eseguire sistemi di intelligenza artificiale ed è composto da cinque livelli funzionali interdipendenti: energia, semiconduttori, infrastrutture, modelli e dati, applicazioni. Governare questo stack significa garantire sicurezza, tracciabilità e controllo lungo tutto il ciclo di vita delle soluzioni adottate.
Gli agenti dell’architettura logica di riferimento introdotta dalle Linee Guida sono progettati per gestire compiti complessi e multi-step, anche senza la continua supervisione umana, secondo una classificazione di autonomia che va dal livello 0 al livello 5, definita dalla SAE (Society of Automotive Engineers). Attualmente, le PA sperimentano sistemi classificabili tra il livello L2 e L3, ovvero sistemi in grado di orchestrare processi semplici e di ottimizzare i flussi interni della Pubblica amministrazione. Questa classificazione consente alle amministrazioni di comprendere il livello di maturità tecnologica delle soluzioni adottate e di governarne l’evoluzione nel rispetto dei requisiti di sicurezza, responsabilità e trasparenza.
L’architettura logica di riferimento, introdotta dalle Linee guida, è composta da un orchestratore IA centralizzato e da tre estensioni rappresentanti rispettivamente la molteplicità dei modelli IA, l’insieme delle fonti dati eterogenee per l’addestramento, il tuning e le tecniche di inferenza dei modelli IA e l’insieme di tool che permettono all’orchestratore di risolvere il fabbisogno o il caso d’uso specifico.
Accanto agli aspetti tecnologici, il documento introduce anche una innovativa classificazione delle amministrazioni – le cosiddette personas della PA. I quattro profili (operatore base, avanzato, esperto e controllore) individuano il livello di controllo e autonomia che una PA possiede nei processi di uso, sviluppo e governo di un sistema di IA Si va da amministrazioni che si limitano ad utilizzare modelli di IA in cloud (operatore base), fino a soggetti in grado di sviluppare e governare sistemi complessi end-to-end (operatore controllore), garantendo piena autonomia strategica, riducendo dipendenze tecnologiche da fornitori esterni e minimizzando i rischi di dinamiche di costi esterne non governabili. Questo approccio consente di adattare le strategie di sviluppo dell’IA alle diverse competenze presenti nella PA e alle disponibilità finanziarie e strumentali dedicate, favorendo modelli di cooperazione e riutilizzo di piattaforme e strumenti tra amministrazioni.
Parallelamente, le Linee guida dedicate al procurement dei sistemi di Intelligenza artificiale affrontano una delle questioni più rilevanti per l’innovazione pubblica: come acquisire tecnologie complesse e in continua evoluzione garantendo al tempo stesso sostenibilità e controllo pubblico.
Il procurement viene così concepito non solo come una fase amministrativa, ma come una leva strategica per orientare lo sviluppo dell’ecosistema dell’IA nella Pubblica Amministrazione. In questo contesto viene introdotta una nuova metrica economica, il Levelized Cost of Artificial Intelligence (LCOAI), che consente di valutare il costo dei sistemi di IA lungo tutto il ciclo di vita, includendo non solo il prezzo di acquisizione ma anche la gestione dei dati, la capacità computazionale, l’aggiornamento dei modelli e la manutenzione operativa.
Le Linee guida promuovono inoltre strumenti di cooperazione e aggregazione tra amministrazioni, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione degli investimenti e favorire economie di scala. Attraverso modelli di collaborazione e riutilizzo delle soluzioni tecnologiche, la PA può rafforzare la propria capacità negoziale nei confronti del mercato e accelerare la diffusione di sistemi di IA maturi, interoperabili e riutilizzabili.
Un ulteriore elemento qualificante riguarda la progettazione dei capitolati di gara. Le Linee guida sottolineano l’importanza di definire requisiti tecnici e contrattuali che garantiscano trasparenza, governabilità e sostenibilità delle soluzioni adottate, promuovendo architetture aperte, standard interoperabili, portabilità dei dati e strumenti di monitoraggio delle prestazioni nel tempo. Questo approccio è fondamentale per prevenire fenomeni di lock-in tecnologico e assicurare alle amministrazioni la possibilità di evolvere o sostituire le tecnologie adottate.
Nel loro insieme, queste Linee guida rappresentano un tassello fondamentale della strategia italiana per l’Intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione. L’obiettivo è costruire un ecosistema in cui innovazione tecnologica, capacità amministrativa e controllo pubblico procedano di pari passo, consentendo alla PA di sfruttare pienamente il potenziale dell’IA per migliorare l’efficacia dei servizi ai cittadini, aumentare l’efficienza delle istituzioni e rafforzare la sovranità digitale del Paese.
In un contesto internazionale in cui l’Intelligenza artificiale è sempre più centrale nelle politiche pubbliche, dotare le amministrazioni di strumenti operativi, organizzativi e contrattuali adeguati rappresenta una condizione essenziale per trasformare l’innovazione tecnologica in valore pubblico.
Mario Nobile, Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID)
