La Sanità italiana, tra eccellenza e sostenibilità

La Sanità italiana, tra eccellenza e sostenibilità

Il Servizio Sanitario Nazionale – varato nel 1978, in attuazione dell’articolo 32 della Costituzione – può essere considerato come una delle più significative conquiste sociali del dopoguerra. Concepito come infrastruttura fondante del nostro Paese, ha garantito l’accesso universale alle cure, indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali dei cittadini. Questa architettura istituzionale ha permesso di conseguire risultati notevoli in termini di qualità dell’assistenza e aspettativa di vita dei cittadini italiani. Tuttavia, oggi la Sanità italiana affronta sfide complesse e multidimensionali che ne minacciano la sostenibilità e l’efficacia. La pandemia ha rimesso la sanità al centro dell’agenda politica, ma ha anche evidenziato fragilità strutturali che necessitano di interventi organici ed urgenti. 

In questo numero di Parlamento Magazine i lettori troveranno i contributi del Ministro della Salute, di Membri del Parlamento, del Direttore Generale dell’ISS, di europarlamentari, accademici, medici ed esperti di settore. Tutti gli articoli evidenziano come sia fondamentale la collaborazione sistemica e valoriale nella complessa azione di policy making per il rilancio del sistema salute. Vengono analizzate le criticità attuali e vengono fornite valide soluzioni di policy e tecniche organizzative per il miglioramento del sistema. Si spazia dal rapporto pubblico privato, l’urgenza di misure di prevenzione efficaci, riferimenti puntuali all’educazione alla salute e al benessere della persona, alle tecnologie e all’innovazione come reali driver di sviluppo collaborativo ed interoperabile per il miglioramento della sanità italiana.

La spesa sanitaria pubblica italiana nel 2024 è stata di circa 138 miliardi di euro, con un rapporto tra spesa e Pil che si dovrebbe attestare, nel 2025, al 6,3%. Questo valore risulta inferiore sia alla media dell’UE (6,8%) che a quella dei paesi OCSE (6,9%). Sebbene la legge di bilancio abbia stanziato fondi aggiuntivi – circa 2,3 miliardi di euro – sarà necessario un percorso di progressivo riallineamento della spesa sanitaria agli standard europei, che dovrebbe attestarsi al 7% del Pil entro il 2027. Allo stesso tempo la spesa sanitaria privata in Italia ha recentemente superato i 40 miliardi di euro. E possiamo notare che circa il 25% della spesa sanitaria complessiva è sostenuta direttamente dai cittadini, evidenziando una crescente differenziazione nell’accesso ai servizi sanitari. L’implementazione di un sistema di accreditamento più coordinato per le strutture private consentirebbe di stabilire standard qualitativi uniformi e requisiti di trasparenza. Le strutture private accreditate potrebbero essere integrate nel sistema di programmazione sanitaria regionale, contribuendo all’abbattimento delle liste d’attesa nel pubblico attraverso meccanismi di convenzione sul controllo dei costi e della qualità. 

Come leggerete negli articoli di questo numero, sono necessarie molte azioni da disegnare ed implementare. Le più importanti sono: il rifinanziamento strutturale delle politiche sulla sanità; una governance integrata che possa portare al superamento della frammentazione decisionale tra i vari attori e una riorganizzazione territoriale per superare le differenze fra i diversi approcci regolamentari ed organizzativi di ciascuna regione; una digitalizzazione coordinata a livello nazionale per implementare una strategia unica per la sanità digitale, con particolare attenzione all’interoperabilità dei sistemi e all’alfabetizzazione digitale di operatori e cittadini. E tutte queste azioni non possono prescindere dalla continua professionalizzazione di tutti gli operatori sanitari.

L’esperienza della pandemia ha dimostrato che un sistema sanitario pubblico, universalistico e resiliente, è un asset strategico per la sicurezza nazionale e la conservazione e il rilancio della sanità. L’approccio politico – di policy making – deve essere basato sulla comprensione della complessità, capace di coordinare risorse, implementare innovazione e facilitare e accrescere il valore del capitale umano in un modello sanitario sostenibile nel lungo periodo. Come sempre la collaborazione sistemica delle forze politiche potrebbe rendere la soluzione a problemi complessi più facile di quanto si possa pensare. Nella rappresentazione dei diversi interessi, quello alla salute può e deve essere considerato un interesse comune e come tale le policy devono essere ispirate da una urgente struttura decisionale, collaborativa e resiliente. Il futuro del Servizio Sanitario Nazionale non può essere lasciato in balia di decisioni disarticolate o interventi emergenziali. Serve una strategia chiara, condivisa e orientata al lungo periodo. La politica ha l’opportunità, e la responsabilità, di preservare uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia. Un sistema sanitario universalistico, equo e accessibile a tutti. Non è solo una questione di bilancio, ma di giustizia e coesione nazionale.

Vincenzo Manfredi, Direttore Responsabile Parlamento Magazine

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