La prevenzione sanitaria è un investimento e risponde alla priorità strategica della commissione europea per la Resilienza Economica e Sociale

La prevenzione sanitaria è un investimento e risponde alla priorità strategica della commissione europea per la Resilienza Economica e Sociale

Il Governo italiano ha presentato nell’autunno 2024 il Piano Strutturale di Bilancio di Medio Termine sulla base della traiettoria indicata dalla Commissione Europea per ridurre il deficit e il debito pubblico secondo il Patto di Stabilità e Crescita. Nella premessa, il Governo si impegna a salvaguardare il livello della spesa sanitaria assicurandone una crescita superiore a quella dell’aggregato di spesa netta. Per gli anni successivi al 2026, verranno anche stanziate le risorse necessarie a mantenere gli investimenti pubblici in rapporto al PIL al livello registrato durante il periodo di vigenza del PNRR. Un recente  studio di The European House Ambrosetti dal titolo “ The value of prevention for Economic Growth and the sustainability of healthcare, social care and welfare systems”  redatto in collaborazione con il Prof. Massimo Bordignon, ex membro dello European Fiscal Boardevidenzia come un cambiamento di paradigma possa rivelarsi cruciale per la sostenibilità economica e sanitaria in Europa. La spesa in prevenzione dovrebbe essere considerata un “investimento”, in quanto comporta una crescita potenzialmente più elevata e una riduzione delle spese future rispetto alla spesa iniziale stessa e rientra pienamente nelle priorità dell’Unione Europea che include la resilienza sociale ed economica che consente una maggiore flessibilità agli stati membri.

Il nuovo quadro di governance economica, noto come New Economic Governance Framework (NEGF), è stato concepito per garantire la sostenibilità del debito degli Stati membri e, per la prima volta, promuovere riforme strutturali e investimenti pubblici orientati alla stabilità e crescita pur mantenendo gli obiettivi chiave sanciti dal Trattato di Maastricht come il rispetto del 3% di deficit rispetto al PIL e il 60% di rapporto debito/PIL.

Una delle innovazioni principali del NEGF è la rivalutazione del termine “investimento“, non più inteso come un concetto puramente contabile, ma con una nuova dimensione strategica volta a valorizzare le spese che, nel lungo termine, portano a una crescita maggiore e a minori costi futuri. Gli Stati membri che non soddisfano i parametri di Maastricht, ma si impegnano a realizzare riforme in una delle quattro aree prioritarie dell’Unione Europea – transizione digitale, transizione verde, difesa e resilienza economica e sociale – ottengono una maggiore flessibilità dalla Commissione Europea con la possibilità di estendere da quattro a sette anni il proprio piano di adeguamento fiscale.

Prevenzione: Un Investimento Necessario

La spesa per la sanità, in particolare quella rivolta alla prevenzione umana, è cruciale per garantire una resilienza economica e sociale. È essenziale trattare gli investimenti in prevenzione alla stregua di quelli in difesa, transizione energetica e digitalizzazione. Numerosi studi mostrano, infatti, che ogni euro speso in prevenzione può generare fino a 14 euro di ritorno per l’economia e l’assistenza sociale, valore che sale a 19 euro nel caso della prevenzione vaccinale.

Nonostante queste evidenze, in Italia solo il 4,5% della spesa sanitaria pubblica è attualmente dedicato a misure di prevenzione, percentuale che scende allo 0,5% se si considera la spesa complessiva delle Regioni per le vaccinazioni. 

Affinché gli investimenti in prevenzione risultino accettabili ai fini del loro inserimento tra le riforme da presentare a Bruxelles, devono basarsi su stime attendibili dei costi e dei benefici futuri. La spesa in prevenzione dovrebbe essere considerata dagli Stati Europei un “investimento”, in quanto comporta una crescita potenzialmente più elevata e una riduzione delle spese future rispetto alla spesa iniziale stessa

Il piano strutturale di bilancio a medio termine presentato dall’Italia prevede una crescita media della spesa dell’1,5% nei prossimi sette anni, con un rapporto tra deficit e PIL previsto al 3,3% nel 2025. Tuttavia, sorprendentemente, nella lista delle riforme necessarie per aumentare il potenziale di crescita e la resilienza economica del Paese – definita nell’Appendice VI del Piano strutturale di medio termine, presentato ad ottobre non emergono interventi specifici per la prevenzione sanitaria. Tale assenza mina le potenzialità di crescita e resilienza del Paese. 

L’opportunità che l’Italia dovrebbe cogliere è ad aprile 2025, finestra in  in cui gli Stati membri possono aggiornare il proprio Piano e dichiarare le azioni intraprese per ridurre il deficit strutturale.

Proposte per un Futuro Sostenibile

Un intervento di tale portata consentirebbe una crescita più sostenuta grazie a una popolazione più sana e produttiva e ad una riduzione delle spese future, permettendo  all’Italia di ampliare il proprio potenziale di crescita e migliorare la sostenibilità del bilancio e, allo stesso tempo, garantendo una maggiore resilienza rispetto alle sfide future.

Cogliere da parte del nostro Governo l’opportunità per rivedere il proprio Piano strutturale di bilancio a medio termine, inserendo gli investimenti in immunizzazione e screening tra quelli previsti in materia di programmazione e spesa pubblica, è un’occasione da non perdere per liberare risorse cruciali dal bilancio di sanità pubblica e affrontare con maggiore resilienza le future sfide economiche, demografiche e sanitarie, oltre che essere un’opportunità di leadership per un’Europa più competitiva, resiliente e attrattiva di investimenti.

Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratrice Delegata di MSD Italia

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