LA POLITICA SI DIMOSTRI CAPACE DI GUARDARE OLTRE IL CONSENSO

LA POLITICA SI DIMOSTRI CAPACE DI GUARDARE OLTRE IL CONSENSO

Com’è noto, l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile – sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite e approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU, ha dettato un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità articolato in 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030. I Goals sono tutti riconducibili alle tre differenti dimensioni dello sviluppo sostenibile: dimensione economica, dimensione sociale e dimensione ecologica, con l’obiettivo dichiarato di porre fine alla povertà, contrastare le ineguaglianze, affrontare i cambiamenti climatici e costruire società rispettose dei diritti umani. Si tratta di obiettivi che storicamente hanno animato e continuano a guidare l’azione politica del Movimento 5 Stelle che negli anni al governo abbiamo iniziato a tradurre in apparati normativi. 

È il caso del Superbonus 110% introdotto con l’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, ma anche delle comunità energetiche rinnovabili in attuazione della Direttiva Red II, promosse, attraverso appositi atti di indirizzo in numerose realtà territoriali e del Piano Transizione 4.0. Tali misure appaiono coerenti con gli obiettivi sanciti dall’European Green Deal che punta al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 e, dunque, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Una posizione indubbiamente centrale in tale percorso è rivestita dai risultati ESG conseguiti dalle aziende, elevati ormai a veri e propri indicatori di investimento in grado di misurare i valori di un’organizzazione e, dunque, la sua compliance. Nel contesto appena descritto, il Movimento 5 Stelle si trova impegnato in prima linea a garantire un futuro industriale più inclusivo e orientato al progresso sociale ed ecologico. 

Occorre puntare su investimenti e politiche industriali in grado di orientare le imprese a promuovere un’economia innovativa, sostenibile e inclusiva, orientata al progresso sociale ed ecologico. Appare quanto mai evidente che le imprese non possono più limitarsi a generare profitto, ma devono assumere un ruolo sociale, creando valore per la società e l’ambiente, integrando pratiche etiche e sostenibili nei loro modelli di business. Tale percorso deve essere promosso dallo Stato e deve muoversi intorno a cinque pilastri fondamentali.

1. innovazione sostenibile: le imprese del futuro dovranno investire in tecnologie e processi che riducono l’impatto ambientale della produzione economica, promuovendo l’uso di energie rinnovabili, l’economia circolare, e materiali eco-compatibili. Per fare questo serve partire dall’eco design come prevede la nuova direttiva europea che declina l’economia circolare muovendo dal concetto che un prodotto va realizzato pensando al fine vita. In questo modo l’ecodesign diventa oggi dirimente. È necessario fare ulteriori sforzi per improntare i processi produttivi all’economia circolare, un settore fiore all’occhiello del nostro paese che deve vedere le nuove generazioni protagoniste. 

2. Inclusività e responsabilità sociale: compito delle imprese sarà anche quello di valorizzare la diversità, l’inclusione e la parità di genere, creando ambienti di lavoro equi e impegnandosi in iniziative che migliorano la qualità della vita delle comunità in cui operano. Serve puntare su un equo compenso partendo dal salario minimo, un obiettivo che il Movimento 5 Stelle porta avanti da anni e che finalmente inizia a trovare sempre più consensi anche in altri partiti.

3. Digitalizzazione e automazione etica: imprescindibili saranno i processi di digitalizzazione e utilizzo dell’intelligenza artificiale. Un processo che va guidato e non subito, soprattutto con attenzione all’etica. Sarà inevitabile il diffuso ricorso all’automazione per migliorare l’efficienza aziendale, ma ciò non può in alcun modo trascurare l’impatto sui lavoratori. È necessario aiutare chi esce dal mondo del lavoro a rientrare garantendo una formazione continua che inizia proprio dalla promozione da parte delle imprese della formazione interna per formare lavoratori preparati alle nuove tecnologie.

4. Collaborazione e trasparenza: Il futuro delle imprese richiede una maggiore collaborazione tra settori differenti e una comunicazione trasparente con gli stakeholder, in grado di costruire fiducia e promuovere pratiche commerciali responsabili. 

5. Valorizzazione delle risorse umane: le imprese investono nel benessere e nello sviluppo professionale dei propri dipendenti, riconoscendo che il capitale umano è fondamentale per l’innovazione e il successo a lungo.

 Il welfare aziendale va ripensato con maggiore attenzione alle esigenze dei lavoratori e al work life balance. Riteniamo possibile e doveroso iniziare dai rapporti concessori, prevedendo negli affidamenti ulteriori obblighi in tema di sostenibilità ambientale e sociale a carico dei concessionari. In questa direzione deve intendersi una proposta di legge a mia prima firma che impone ai gestori autostradali e ferroviari di installare impianti di energia rinnovabile (quali barriere antirumore fotovoltaiche, pannelli fotovoltaici, mini turbine eoliche) lungo la tratta servita. Una società in continuo mutamento richiede risposte pronte ed efficaci: oltre a risposte urgenti occorre una programmazione fatta anche da politiche di medio e lungo termine. Si deve avere il coraggio di abbandonare la mera ricerca del consenso guardando oltre la successiva tornata elettorale. Il Movimento 5 Stelle lo ha scritto nel proprio simbolo che le azioni politiche devono essere orientate a un orizzonte temporale più ampio. Solo in questo modo avremo modo di competere in un mercato sempre più globale e mutevole.

*Parlamentare del Movimento 5 Stelle

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