LA LOGISTICA DI DOMANI TRA SVILUPPO SOSTENIBILE E COMPETITIVO DELLE IMPRESE E CREAZIONE DI OPPORTUNITÀ LAVORATIVE
Una nuova e responsabile “cultura del trasporto e della logistica” per far comprendere e riconoscere il ruolo sempre più strategico che tale settore ricopre non solo per il sistema industriale ed economico e per lo sviluppo sostenibile, ma anche per la collettività e la vita quotidiana di ciascuno di noi. E’ questo il messaggio chiave che ALIS, presieduta dall’armatore Guido Grimaldi, intende veicolare attraverso eventi pubblici nazionali, iniziative promosse dai Soci, interviste, documenti programmatici, incontri tecnici, gruppi di lavoro ministeriali ed Audizioni parlamentari. E la diffusione di tale cultura passa inevitabilmente per il raggiungimento di obiettivi fondamentali ed interconnessi, in primis: lo sviluppo sostenibile e competitivo delle imprese e la creazione di opportunità lavorative per le nuove generazioni.
In tema di competitività, è innegabile la correlazione con una necessaria modernizzazione della rete infrastrutturale e l’importanza degli ingenti investimenti compiuti dalle imprese del comparto negli ultimi anni (ad esempio sull’ammodernamento delle flotte navali, stradali e ferroviarie, su cui si richiedono tuttavia ulteriori e mirati interventi governativi) così come dei virtuosi incentivi pubblici (ad esempio per il trasporto intermodale marittimo e ferroviario). Queste azioni concrete hanno permesso e permettono tuttora di promuovere concretamente le tre dimensioni della sostenibilità con benefici tangibili in termini ambientali, economici e sociali. Non dimentichiamo quanto sia altresì opportuno implementare le dotazioni finanziarie stanziate per gli incentivi destinati all’intermodalità – ALIS continua ad affermare la necessità di aumentare ad almeno 100 milioni di euro annui a misura le risorse per Sea Modal Shift e Ferrobonus – nonché ottimizzare la destinazione dei fondi pubblici mirati a progettualità realmente sostenibili ed innovative. Su quest’ultimo aspetto, merita ricordare che negli ultimi anni l’Europa ha fortemente voluto incentivare l’intermodalità, con l’obiettivo di sottrarre mezzi pesanti dalle strade, contribuire alla decarbonizzazione e ridurre il rischio di incidentalità. Con riferimento alle Autostrade del Mare in Italia – dove secondo il Rapporto 2024 Italian Maritime Economy di SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) il settore Ro-Ro rappresenta una vera “eccellenza italiana” ed è cresciuto del +56% negli ultimi dieci anni – sono stati raggiunti notevoli risultati, che però rischiano di essere fortemente compromessi da recenti scelte legislative europee. Attualmente, ad esempio, uno degli strumenti chiave messi in campo dall’UE nel processo di decarbonizzazione è l’ETS (Emission Trading System), il sistema europeo di scambio di quote di emissioni previsto dal pacchetto Fit for 55 ed in vigore da gennaio 2024 solo per il trasporto marittimo, con un’applicazione graduale fino a raggiungere il 100% nel 2026. Come emerso da più lati con voce unanime (imprese, associazioni, istituzioni, Autorità di Sistema Portuale) i rischi concreti riguardano: la sostenibilità, con un possibile e preoccupante back shift modale (cioè il ritorno di mezzi pesanti sulla rete stradale ed autostradale) e conseguente aumento delle emissioni inquinanti; l’alterazione della concorrenza “modale”, in quanto il trasporto via mare – specialmente in riferimento alle Autostrade del Mare e alla continuità territoriale con le isole dell’euro-mediterraneo – rischia di diventare meno competitivo rispetto alle altre modalità ad oggi non tassate (per un quadro più completo, si ricorda che il trasporto stradale sarà colpito dal sistema ETS 2, in vigore dal 2025 ma pienamente operativo solo nel 2027); l’incremento del costo del trasporto marittimo ribaltato poi sull’autotrasporto e di conseguenza su committenza e consumatori finali, quindi cittadini; la perdita di competitività dei porti europei del bacino del Mediterraneo, poiché l’ETS sta già comportando un calo significativo di traffici a vantaggio dei porti extra-UE esclusi da tale tassazione. Per l’Italia, che rappresenta l’hub strategico naturale nell’area euro-mediterranea, tutto ciò è fonte di notevole preoccupazione considerando che i nostri porti giocano un ruolo strategico nel commercio marittimo globale e che, con particolare riferimento ai porti del Sud in cui avviene quasi il 50% della movimentazione marittima italiana, svolgono un’importante funzione di ponte tra il Nord Africa e l’Europa nei flussi energetici ed assicurando l’interscambio con il resto del mondo. Per l’Italia ed i Paesi del Mediterraneo il mare è inteso come una risorsa da valorizzare e non da penalizzare e per questo si auspicano per il futuro politiche più coordinate ed attente al sistema imprenditoriale così come, in materia di ricavi provenienti dalla tassazione ETS, si ritiene che “ciò che proviene dal mare deve ritornare al mare” e cioè che tali risorse vengano destinate dal Governo italiano a promuovere la transizione nel comparto marittimo.
Ma come anticipato una delle sfide più urgenti per la logistica di domani riguarda l’occupazione e l’attuale carenza di figure professionali. Oltre a ritenere essenziale favorire strumenti normativi di decontribuzione e defiscalizzazione per imprese e nuove assunzioni, con ALIS Academy stiamo svolgendo un prezioso lavoro sinergico con Scuole superiori, ITS, Università e centri di formazione, e stiamo lavorando per far crescere l’interesse e l’”attrattività” del settore nei confronti dei giovani, contribuendo fattivamente alla creazione di posti di lavoro nel settore e riducendo il mismatch tra le competenze richieste dalle imprese – tra cui spiccano quelle digitali e linguistiche – e le reali aspirazioni dei candidati.
Potrebbe sembrare superfluo, ma è importante sottolineare che questo sistema funziona realmente solo con un dialogo costante ed una rete di relazioni consolidata tra pubblico e privato. Solo così possiamo conoscere lo stato attuale delle imprese e del mercato del lavoro e ascoltare le voci di chi vi è coinvolto in prima persona, al fine di raggiungere gli auspicati obiettivi di crescita e sviluppo.
Diana Fabrizi, Responsabile Relazioni Istituzionali di ALIS (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile)
