La difesa dell’ordine democratico e dei valori occidentali: 70 Anni di Assemblea Parlamentare NATO

La difesa dell’ordine democratico e dei valori occidentali: 70 Anni di Assemblea Parlamentare NATO

Nell’attuale contesto geopolitico complesso e in rapida evoluzione, la difesa dei valori democratici e la stabilità internazionale sono temi di fondamentale importanza. Abbiamo intervistato il parlamentare Lorenzo Cesa Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della NATO, per approfondire il ruolo dell’Alleanza Atlantica in questo complicato scenario.

Quanto è importante oggi difendere i principi democratici?

Oggi la legittimità dell’ordine mondiale fondato su istituzioni multilaterali, valori democratici e mercati aperti è attualmente in forte crisi. La stessa definizione di “Occidente” evoca un insieme condiviso di valori come la centralità della democrazia, la tutela delle libertà individuali e il primato dello Stato di diritto. Le relazioni transatlantiche sono nate proprio intorno a questi principi dopo la Seconda Guerra Mondiale. L’ascesa di movimenti populisti in Europa e negli Stati Uniti ha eroso i principi su cui si fondava la comunità occidentale. È quindi fondamentale ribadire che la democrazia e i valori tutelati dall’Alleanza Atlantica non sono una conquista permanente. Vanno preservati attraverso una costante e credibile posizione di deterrenza.

E il ruolo della NATO nella stabilità istituzionale?

La NATO è un’alleanza fondata sull’idea che l’unità tra democrazie sia la migliore garanzia contro le minacce esterne e il modo più sicuro per assicurare pace, prosperità e sicurezza. La sua forza di deterrenza ha garantito all’Europa occidentale il più lungo periodo di pace della sua storia. La NATO ha reagito con determinazione a sfide come i conflitti nei Balcani e la minaccia terroristica dopo l’11 settembre. L’aggressione russa contro l’Ucraina ha riacceso scenari di tensione e messo in discussione la stabilità dell’ordine internazionale. Di fronte a queste sfide, la NATO ha reagito ampliando l’Alleanza con l’adesione di Finlandia e Svezia arrivando a 32 Stati membri. L’ingresso di questi Paesi dimostra la percezione internazionale della NATO come scudo contro Paesi ostili e come forza di pace e deterrenza.

Qual è il ruolo della delegazione italiana nell’Assemblea parlamentare NATO?

L’Italia, in quanto Paese fondatore sia della Comunità europea che della NATO, ha la vocazione di essere un “ponte” tra le due sponde dell’Atlantico. La delegazione italiana promuove l’unità tra gli Alleati favorendo il dialogo tra NATO, parlamenti nazionali e cittadini, incentivando la diplomazia parlamentare e i valori democratici. L’Assemblea parlamentare della NATO è la piattaforma ideale per consolidare il legame transatlantico, la trasparenza sulle politiche NATO e le relazioni reciproche. La nostra delegazione ha ottimi rapporti con la delegazione statunitense. L’Italia consolida la propria posizione tra i principali attori delle missioni internazionali con uomini e mezzi costantemente impegnati dal Kosovo ai Paesi Baltici. Durante il recente Vertice NATO all’Aia, l’Italia ha giocato un ruolo decisivo proponendo un periodo di transizione di dieci anni per raggiungere il nuovo obiettivo di spesa del 5% del PIL entro il 2035, senza intaccare la spesa sociale, favorendo produzione nazionale, occupazione e crescita economica.

Quali sono stati i cambiamenti e le attività dell’Assemblea parlamentare NATO nei 70 anni che sono stati celebrati quest’anno?

Il 18 luglio 1955 a Parigi si è svolta la prima conferenza interparlamentare tra i Paesi membri dell’Alleanza Atlantica. Da quell’incontro nacque un’istituzione autonoma e lungimirante, destinata a diventare un punto di riferimento imprescindibile per il dialogo democratico e il controllo politico sulle politiche di sicurezza comune. L’Assemblea Parlamentare della NATO è nata in un contesto postbellico e ha saputo evolversi da iniziativa informale a interlocutore strutturato e autorevole nel sistema NATO. Nel corso dei decenni ha fornito alla NATO indirizzo strategico e orientamento per affrontare sfide come la Guerra Fredda, l’allargamento dell’Alleanza, le crisi nei Balcani e la lotta al terrorismo. La dimensione parlamentare è fondamentale perché avvicina i processi globali ai cittadini, rendendoli più democratici e sensibili alle esigenze di pace e sicurezza. L’Assemblea, inoltre, ha pienamente approvato i nuovi orientamenti relativi al “burden sharing” che hanno trovato conferma nel Vertice dell’Aia. In quel vertice, i 32 Paesi membri hanno concordato di aumentare la spesa per la difesa fino al 5% del PIL entro il 2035. L’Italia ha sostenuto la necessità di rispondere a queste sfide con investimenti per raggiungere al più presto il 2% del PIL per far crescere ulteriormente nuove capacità militari. L’Assemblea ha anche ribadito l’impegno per la stabilizzazione dei Balcani occidentali e per una pace giusta e duratura in Ucraina. La Sessione di Dayton di maggio, ha simboleggiato la perseveranza dell’Alleanza nel consolidare gli obiettivi del Trattato di Washington, anche a trent’anni dagli accordi di pace che posero fine alla guerra in Bosnia. Quest’anno l’Assemblea Parlamentare della NATO celebra 70 anni di impegno per la sicurezza globale. Un traguardo che testimonia il suo ruolo fondamentale nel promuovere trasparenza, coesione e legittimità democratica coordinando strategie comuni, sostenendo i parlamenti verso l’adesione e potenziando la governance democratica nei Paesi vicini. L’Italia continuerà a fare la sua parte con responsabilità e determinazione nel mantenere il legame atlantico e i valori democratici che ci uniscono.

Lorenzo Cesa, Presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea Parlamentare della NATO

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