Intervista con il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin
Sviluppo sostenibile e agenda 2030. Ministro, a che punto siamo?
“A buon punto. Abbiamo impresso un’accelerazione netta alle rinnovabili che erano fino al 2021 praticamente paralizzate, abbiamo definito una roadmap con le Regioni per definire le aree idonee minimizzando le conflittualità locali. Esiste un nodo culturale da affrontare come sistema paese: non si può reclamare la piena decarbonizzazione solo attraverso le rinnovabili e poi contestare gli insediamenti di eolico e fotovoltaico che della decarbonizzazione sono lo strumento fondamentale. Comprendo l’esigenza di difendere il paesaggio, tutelato, come l’ambiente, dalla Costituzione e mi rendo conto che l’opzione ‘solo rinnovabili’ richiede prezzi significativi per i territori. Per questo abbiamo deciso di riaprire il discorso del nucleare che con le nuove tecnologie dei piccoli reattori modulari possono rappresentare un complemento essenziale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e ridurre l’impatto delle rinnovabili sul territorio”.
Lo scorso 30 giugno avete inviato alla Commissione europea il testo definitivo del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) 2024. Quali sono ora i prossimi passi nell’ambito della politica energetica e ambientale del nostro Paese?
“Intanto, concretizzare il Testo Unico sulle semplificazioni procedimentali per le rinnovabili che avranno un ruolo sempre più centrale. Dei 131 GW si prevede che 79.2 deriveranno dal solare, 28.1, dall’eolico, 19.4 dall’idrico, 3.2 dalle bioenergie e 1 GW da fonte geotermica. Quando le rinnovabili cresceranno con il ritmo richiesto, si dovrà agire, a livello europeo, sul disaccoppiamento dei prezzi del gas e dell’elettrico per arrivare a un costo di produzione di energia meno elevato.Sarà necessario lavorare sulle reti di trasmissione per evitare congestioni sulla rete elettrica per gestire il crescente flusso di richieste di connessione registrate sulla RTN e giungere ad un mix energetico di fonti più ampie.
A tale proposito, abbiamo inserito nel PNIEC uno scenario sul nucleare: nel 2050 potrebbe coprire fino al 22% della richiesta elettrica nazionale”.
A proposito del Piano Mattei, lei ha più volte ribadito che il futuro energetico europeo passa dal Sud Italia. In concreto, cosa state facendo perché le regioni meridionali abbiamo un ruolo davvero rilevante nel Mediterraneo?
“Una parte importante della politica energetica italiana riguarda il Mediterraneo. Abbiamo già parlato di rinnovabili: la maggior parte delle richieste di autorizzazione vengono proprio dal Sud e dalle Isole. La più grande fabbrica di pannelli solari nel nostro Paese è a Catania. L’obiettivo del Piano Mattei è quello di trasformare l’Italia in un hub energetico e il Sud nel suo primo luogo di smistamento. C’è un grande progetto Terna, con finanziamento dell’UE, che prevede un’interconnessione elettrica da 600 MW tra Nord Africa ed Europa, passando, appunto, dal Sud Italia. Stiamo valutando un rigassificatore in Sardegna, a Porto Torres, e sono stati autorizzati altri due importanti siti: quelli di Porto Empedocle e Gioia Tauro. Inoltre, il corridoio Sud dell’idrogeno è già stato selezionato a livello europeo come Progetto di Interesse Comune. Entro il 2030, il Sud potrebbe diventare il passaggio per l’importazione di una forte quantità di idrogeno rinnovabile in Europa. Nel concreto, stiamo disegnando i prossimi 20-40 anni con il Meridione al centro non solo dell’Italia, ma dell’Europa”.
La guerra russo – ucraina, in corso oramai da più di due anni, ha reso sempre più evidente la dipendenza energetica di Italia ed Europa da forniture estere. Quali sono le principali sfide di geopolitica internazionale che abbiamo davanti?
“La sfida maggiore rimane quella della dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento energetico e le materie prime critiche.Per quanto riguarda il nostro mix energetico, siamo riusciti a organizzare la diversificazione delle forniture con i nostri partners in Nord Africa e in Asia centrale. A luglio ho incontrato il Ministro dell’Economia dell’Azerbaijan e abbiamo affrontato il processo di incremento della capacità del gasdotto TAP.L’anno scorso, il TAP ha rappresentato la seconda rotta di approvvigionamento per l’Italia e nel 2026 la sua capacità arriverà a 11,2 miliardi di metri cubi l’anno.Resta la questione dell’approvvigionamento delle materie prime critiche, indispensabili per tutto ciò che concerne le rinnovabili.Con lo stop ai motori endotermici e se prevalesse la monoculturale dell’elettrico rischieremmo di legarci alla Cina, che produce il 56% delle materie prime critiche, con un nodo ancora più difficile da sciogliere di quello che ci vincolava alla Russia per il gas.La nuova Commissione ci ha già dato un segnale positivo concedendo esenzioni per i carburanti sintetici, ma resta una questione aperta, quella dei biocarburanti, che torneremo ad affrontare con la nuova Commissione forti delle nostre ragioni”.
Il tema della riqualificazione energetica è prioritario. Finito il superbonus, ora si tratta di efficientare il parco edilizio. Nell’ambito del vostro programma di efficientamento, su questo come state procedendo e come impatta la Direttiva Case Green?
“Stiamo lavorando su un piano proiettato al 2050 e dunque un’azione su questo fronte deve essere svolta con modalità e tempi realistici. Abbiamo elaborato con ENEA, ISPRA e RSE un indicatore per dotarci di una visione più accurata della situazione attuale.Delle 31 milioni di unità abitative nel nostro Paese, tre quarti di loro hanno più di 70 anni e sono diffuse su 100 mila borghi.È indubbiamente previsto un incremento del tasso di ristrutturazione degli edifici; dell’uso di nuove tecnologie per l’elettrificazione dei consumi e un intervento per quanto riguarda l’isolamento. Sarà, inoltre, necessario riformare gli incentivi fiscali. Per quanto riguarda la Direttiva Case Green, un piano che va declinato su decenni non può essere soggetto a ideologismi e prepotenze. Agli stati membri va concesso lo spazio per tracciare un proprio percorso che sia percorribile”.
