INFRASTRUTTURE E TRASPORTI IN ITALIA: QUALE FUTURO?

INFRASTRUTTURE E TRASPORTI IN ITALIA: QUALE FUTURO?

In Italia, il tema delle infrastrutture e dei trasporti è da sempre al centro del dibattito pubblico e influenza in modo significativo la crescita economica, la qualità della vita e lo sviluppo sostenibile del nostro Paese. La nostra nazione presenta un sistema infrastrutturale differenziato, con alcune aree di eccellenza ma anche alcune aree di criticità. Tra i punti di forza possiamo annoverare quello di avere una rete ferroviaria abbastanza estesa ma siamo consapevoli che la stessa necessità di ammodernamenti strutturali, specialmente in alcune aree e zone del paese. 

Anche il sistema portuale italiano riveste un ruolo importante e di primissimo piano per gli scambi europei e globali: l’Italia è una penisola protesa nel Mediterraneo e rappresenta un grande hub pronto a ricevere merci e prodotti da tutto il mondo. I nostri porti sono infrastrutture fondamentali per il commercio nazionale e internazionale e rappresentano un volano per l’economia del nostro paese. 

Abbiamo poi una rete autostradale abbastanza ben sviluppata, anche se con alcune criticità. Ad esempio, il cosiddetto “Corridoio Tirrenico”, nel tratto lungo la costa del mar Tirreno. Tratto, quest’ultimo, che collega la capitale alle regioni del nord. Purtroppo, una parte di questa arteria, circa 180 Km, che da Tarquinia in provincia di Viterbo, nel nord della regione Lazio collega Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno, nella regione Toscana, è da sempre rimasta incompiuta. Molti chilometri di questa importante e fondamentale arteria del nostro Paese sono ancora a una corsia per senso di marcia, senza un guard-rail di protezione che separa le corsie, con la presenza, ancora, di pericolosissimi incroci a raso. Purtroppo, molti sono stati gli incidenti stradali, spesso anche mortali, che si sono susseguiti in quest’ultimi decenni: non ultimo, quello accaduto dell’ex Ministro Altero Matteoli avvenuto nel dicembre del 2017. Si parla da decenni di questa arteria, fondamentale e incompleta: con l’attuale esecutivo si dovrebbe finalmente trovare una soluzione per colmare questo gap infrastrutturale, così da risolvere una volta per tutte questo annoso problema.

Guardiamo adesso alle prossime sfide che ci aspettano. 

Il futuro delle infrastrutture e dei trasporti in Italia è contrassegnato sicuramente da sfide importanti. Analizziamo quelle che a mio avviso sono le più significative, partendo dalla sostenibilità ambientale. La necessità di ridurre le emissioni di gas serra e l’impatto ambientale dei trasporti richiede un passaggio verso soluzioni più sostenibili, come ad esempio l’utilizzo dei trasporti pubblici, la mobilità elettrica e altre iniziative analoghe. Riveste un ruolo importante la digitalizzazione. Infatti, con l’integrazione delle tecnologie digitali nei sistemi di trasporto si migliora l’efficienza, la sicurezza e la capacità di dare risposte alle esigenze di cittadini e imprese. Altro aspetto da non sottovalutare è quello dell’intermodalità, promuovendo tra le diverse modalità di trasporto: ferrovia, strada, mare, cielo, un rapporto sinergico tra loro al fine di ottimizzare la logistica, andando così a ridurre i costi. 

Infine la sicurezza. Garantire la sicurezza nei trasporti diventa sempre più una delle priorità: sia per proteggere le persone che viaggiano e si muovono da un luogo ad un altro, sia per il lavoro, l’economia e le imprese, sia per il turismo.

Il futuro delle infrastrutture e dei trasporti nel nostro Paese presenta anche numerose opportunità. Partiamo dal Pnrr con il quale sono state stanziate ingenti risorse per gli investimenti nelle infrastrutture italiane, così da offrire un’opportunità unica per modernizzare il sistema dei trasporti. È fondamentale, quindi, la programmazione delle infrastrutture prioritarie da mettere in atto tramite i fondi del Pnrr-Pnc che rientrano nel settore di competenza del Ministero infrastrutture e trasporti. 

Dai dati aggiornati al 30 giugno 2024 ((fonte: Servizio Studi – Camera dei Deputati), si evince quali sono quelli riferiti alla programmazione e quelli riferiti invece alla realizzazione delle infrastrutture prioritarie in Italia. La stima delle infrastrutture prioritarie a giugno 2024 ammonta a circa 82 Miliardi di euro. Il decreto del Mit, di concerto con quello del Mef n. 148 dello scorso 23 maggio 2024, vengono rimodulate le fonti di finanziamento degli interventi ferroviari ricompresi nel Pnrr ai sensi dell’art. 28 del Dl 19/2024. Le informazioni fornite a Anac, in relazione alle infrastrutture prioritarie esaminate dal Cipess (individuate ai sensi dell’art. 4 del Dl 32/2019, recante la disciplina dei Commissari straordinari per gli interventi strutturali, e dell’articolo 206 del Dl 34/2000 recante gli interventi urgenti di ripristino, messa in sicurezza e ammodernamento di tratte autostradali e stradali, recante le semplificazioni procedurali in materia di opere pubbliche di particolare complessità o rilevante impatto) possiamo capire il portato della revisione e rimodulazione del Pnrr passando da un perimetro di interventi il cui costo aumenta di circa 1 Miliardo, passando dai quasi 133 Miliardi di euro dell’agosto 2023, ai quasi 134 aggiornati al 30 giugno 2024. 

Tornando al tema di strade e autostrade, riveste una tematica importante quella relativa alla manutenzione e all’ammodernamento. Infatti, sono in corso numerosi interventi di manutenzione e ammodernamento della rete autostradale esistente, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e la fluidità del traffico e sono previste nuove infrastrutture, con nuovi tratti autostradali e la realizzazione di collegamenti mancanti, soprattutto nelle aree meno servite. 

In relazione alle aree portuali e aeroportuali, questo Governo sta lavorando in modo importante. Sono in corso interventi per ampliare e modernizzare i principali porti italiani, come Genova, Napoli e Trieste, per renderli più competitivi e attrattivi. Diversi aeroporti stanno subendo interventi di ampliamento per aumentare la capacità e migliorare i servizi offerti ai passeggeri. Non da meno anche l’attenzione alla mobilità nelle grandi città con lavori che riguardano le metropolitane. 

Diversi sono i progetti in corso per l’ampliamento delle metropolitane nelle città di Milano, Roma e altre, al fine di migliorare la mobilità urbana. Infine, un progetto ambizioso: il Ponte sullo Stretto. Sebbene il progetto sia ancora oggetto di dibattito, la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina potrebbe rivoluzionare i collegamenti tra la Sicilia e il continente, ma anche con il resto d’Italia e d’Europa. Il Ponte sullo Stretto di Messina è un progetto ingegneristico di grande portata che da decenni alimenta discussioni e dibattiti in Italia. L’idea è quella di collegare la Sicilia alla Calabria, superando lo Stretto di Messina con una grande struttura sospesa. Perché costruire il ponte? Perché sicuramente porterà alla nostra Nazione, e non solo, numerosi vantaggi a partire dallo sviluppo economico.  L’espansione della rete infrastrutturale in Italia è un’iniziativa ambiziosa che può portare numerosi benefici al Paese. Tuttavia, è fondamentale affrontare le sfide e i potenziali impatti negativi al fine di garantire che i progetti siano realizzati in modo sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e delle comunità locali.

In conclusione, il futuro delle infrastrutture e dei trasporti in Italia dipenderà molto dalla capacità di saper affrontare le nuove sfide e riuscire a cogliere le varie opportunità. Investimenti mirati, uniti a una pianificazione strategica e una maggiore collaborazione e sinergia tra pubblico e privato saranno fondamentali per costruire un sistema di trasporti più efficiente e sostenibile.

On. Fabrizio Rossi, Componente VIII^ Commissione, Ambiente, Territorio, Lavori Pubblici – Camera dei Deputati

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