Infrastrutture e rilancio del trasporto ferroviario merci: l’Italia di fronte a una sfida decisiva
Il trasporto ferroviario merci in Italia rappresenta un settore strategico per la competitività del Paese, ma è anche un comparto che oggi sta affrontando un momento critico. Nel 2023, l’insieme di tensioni geopolitiche, recessione economica e ostacoli infrastrutturali ha creato una situazione complessa e sfidante, influendo pesantemente sul traffico ferroviario e sulla sua affidabilità.
Tra gli eventi più impattanti, l’interruzione dei collegamenti ferroviari al Valico di Modane, causata da una frana presso il traforo del Frejus, e le limitazioni nel tunnel del Gottardo hanno reso evidente quanto le infrastrutture ferroviarie italiane e internazionali siano vulnerabili e quanto un loro blocco influisca direttamente sull’economia. Questi due snodi sono cruciali per il commercio italiano con l’Europa, e la loro chiusura ha contribuito a una diminuzione del traffico merci internazionale, che già subiva l’impatto delle tensioni geopolitiche e della riduzione della produzione industriale.
Secondo i dati raccolti dall’Associazione Fermerci, tali criticità si sono tradotte in una perdita stimata del 3,2% rispetto al traffico del 2022, con una contrazione di circa 1,7 milioni di treni/kilometro. Un segnale preoccupante per un settore che necessita di modernizzazione e investimenti per sostenere la concorrenza delle altre modalità di trasporto e per allinearsi agli obiettivi di sostenibilità promossi a livello europeo.
Grafico 1: Perdita del traffico merci ferroviario nazionale aggiornato al 2023
L’impatto dei lavori del PNRR sulle infrastrutture ferroviarie
Parallelamente alle problematiche esogene, nel 2024 il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha avviato una serie di lavori di ammodernamento infrastrutturale necessari per aggiornare le linee ferroviarie e rendere il trasporto ferroviario più competitivo nel lungo periodo. Tuttavia, la fase iniziale di questi interventi, che dovrebbe protrarsi fino al 2026, comporta sfide significative per il settore.
Le interruzioni delle linee ferroviarie, legate agli interventi PNRR, hanno raggiunto il 50% delle tratte nel 2024, con la prospettiva che queste percentuali aumentino ulteriormente nel 2025, man mano che i lavori si intensificano. Le ripercussioni di questa “transizione infrastrutturale” sono pesanti: soppressione di servizi, deviazioni di percorso e tempi di percorrenza prolungati che incidono sui costi operativi degli operatori ferroviari e riducono la competitività del comparto. A causa di questi rallentamenti e costi aggiuntivi, molti operatori sono costretti a rivedere le loro offerte o a valutare modalità alternative per il trasporto delle merci, favorendo un contro-shift modale verso la gomma, in contraddizione con gli obiettivi di sostenibilità del sistema europeo dei trasporti.
Grafico 2: Percentuale delle linee ferroviarie italiane interrotte per lavori PNRR (2024-2026)
Le proposte per affrontare la transizione infrastrutturale
Per rispondere a queste sfide, sono necessari un insieme di interventi strutturali mirati a sostenere il settore ferroviario merci durante questa fase di transizione. Queste misure sono pensate per ridurre l’impatto delle interruzioni ferroviarie, mantenere la competitività del trasporto su rotaia e incentivare il shift modale verso modalità di trasporto più sostenibili.
- Fondo Complementare per la Transizione Infrastrutturale: istituire un fondo complementare di 20 milioni di euro all’anno, dal 2024 al 2027, per compensare i costi aggiuntivi generati dalle interruzioni legate ai lavori PNRR. Questo sostegno è fondamentale per garantire agli operatori ferroviari una copertura parziale delle spese straordinarie, permettendo loro di offrire tariffe competitive durante la fase transitoria.
- Rafforzamento del Ferrobonus Nazionale e Regionale: incrementare il Ferrobonus, sia a livello nazionale che regionale. Questo incentivo, che favorisce l’utilizzo della modalità intermodale gomma-ferro, permette di compensare i costi logistici aggiuntivi per chi sceglie di utilizzare il trasporto ferroviario per parte del percorso. Il sostegno regionale consentirebbe alle regioni di offrire incentivi locali aggiuntivi, particolarmente efficaci per i nodi logistici e i porti.
- Sostegno mirato dalle Autorità di Sistema Portuale: La proposta prevede la possibilità per le Autorità Portuali di stanziare piccoli contributi a favore degli operatori ferroviari, da utilizzare come misura temporanea fino al termine dei lavori PNRR. Questa misura rappresenterebbe un importante supporto per gli operatori che forniscono servizi essenziali per le aree portuali, rafforzando la logistica ferroviaria a favore della movimentazione sostenibile delle merci.
Il ruolo strategico delle infrastrutture per un futuro sostenibile
Il rilancio del trasporto ferroviario merci in Italia non è solo una questione di competitività, ma è anche una scelta strategica per un futuro sostenibile. Trasportare merci su rotaia comporta notevoli benefici ambientali rispetto al trasporto su gomma: secondo le stime, l’uso del treno ha permesso nel 2022 di risparmiare circa 773 mila tonnellate di CO2, equivalenti a quelle emesse da migliaia di veicoli. L’efficienza energetica del trasporto ferroviario, inoltre, riduce il consumo di risorse fossili e alleggerisce il carico sulle strade, contribuendo a decongestionare il traffico e migliorare la qualità dell’aria nelle città.
Tuttavia, perché il settore possa continuare a crescere e attrarre sempre più traffico, è essenziale che le infrastrutture siano sicure, moderne e sostenibili. Il completamento dei lavori PNRR porterà benefici rilevanti, ma è cruciale che nel frattempo gli operatori siano supportati economicamente per evitare che il trasporto su gomma diventi l’alternativa preferita.
Il trasporto ferroviario merci è necessario, la logistica nazionale la rende competitiva e organica agli obiettivi europei di sostenibilità e resilienza infrastrutturale. Gli interventi proposti consentono al settore di contribuire alla transizione verde, riducendo le emissioni e promuovendo un sistema di trasporto sostenibile, resiliente e al servizio dell’industria cliente. Solo un impegno congiunto tra operatori, istituzioni e territori può consentire al Paese di raggiungere questi obiettivi e di fare della ferrovia un asset strategico per la logistica e l’economia del futuro.
Giuseppe Rizzi, Direttore Generale FERMERCI
