Il bello del Made in Italy. Progetti, idee e dialoghi per un mondo di pace e opportunità 

Il bello del Made in Italy. Progetti, idee e dialoghi per un mondo di pace e opportunità 

Desidero ringraziare il Direttore e l’intero team di Parlamento Magazine per avermi invitato a contribuire con l’articolo di apertura del numero di luglio 2025, dedicato al Made in Italy. 

Il Made in Italy, con la sua forza economica, industriale e culturale, rappresenta un formidabile strumento al servizio del nostro Paese e delle sue relazioni internazionali. È un motivo di orgoglio nazionale, conquistato con il lavoro e la visione di migliaia di imprese, dei loro leader e dei lavoratori che ogni giorno ne alimentano il valore. Un patrimonio di risultati e valori che oggi si muove all’interno di un contesto geopolitico complesso, attraversato da conflitti, tensioni e profondi cambiamenti. Stiamo navigando in uno scenario in continua evoluzione, verso futuri assetti globali ancora da definire. 

In questo contesto, gli sforzi diplomatici del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, si inseriscono in un quadro di proposte e azioni complesse. Va riconosciuto al Governo il costante impegno nel conciliare la gestione dei conflitti con la promozione della pace, senza mai perdere di vista la tutela e la valorizzazione della nostra struttura imprenditoriale, estesa e articolata. Il Made in Italy, infatti, non è soltanto un simbolo di qualità e bellezza, ma un vero e proprio vettore di crescita economica, culturale e diplomatica. La sua dimensione globale riflette la nostra capacità di affrontare la complessità con visione, determinazione e impegno politico. 

Le imprese del Made in Italy sono una testimonianza concreta di vitalità, innovazione e connessione tra culture. Generano valore e promuovono il dialogo. Questo universo multiforme si manifesta nei distretti della meccanica di precisione in Emilia-Romagna, nelle eccellenze agroalimentari di Veneto e Campania, nei poli della moda e del design in Lombardia e Toscana. Come ha affermato il Ministro Urso: “Il sistema produttivo italiano è un mosaico di competenze, creatività e capacità di innovare in tutto il territorio nazionale”. 

A questo mosaico aggiungiamo oggi un nuovo tassello: la prontezza nell’affrontare e partecipare ai nuovi equilibri globali. La nostra missione è continuare a essere protagonisti nel cambiamento. Il Made in Italy ha una vocazione globale. È un “Esserci” nei mercati internazionali con i nostri prodotti e con il nostro cuore. Comunichiamo al mondo intero attraverso le nostre merci e i nostri valori, generando opportunità in Europa, in America, nei Paesi del Mediterraneo, in Africa, Medio Oriente e Asia. Il Made in Italy è, prima di tutto, un investimento nello sviluppo e nella convivenza civile, una forza che promuove crescita, cooperazione e pace. 

I risultati parlano chiaro. Il Made in Italy è economia reale: nel 2024 abbiamo raggiunto i 623 miliardi di euro di export, posizionandoci come quarto Paese esportatore al mondo, superando giganti come Giappone e Corea del Sud. “È la dimostrazione della forza dell’immagine dell’Italia nel mondo. La nostra industria manifatturiera è la seconda in Europa per valore aggiunto, e la settima a livello globale”, come ha ricordato il Ministro Urso. 

Il Made in Italy è comunità, cultura dello scambio, visione del futuro. È fatto da aziende che rischiano, innovano, promuovono e costruiscono. È un patrimonio vivente di idee e di opportunità. Pensare locale e agire globale: un principio che affonda le radici nella nostra storia. Dal diritto romano alle forme di spiritualità attiva del monachesimo, l’Italia ha sempre saputo essere luce e guida nei momenti di crisi. Vengo da una regione, l’Abruzzo, che custodisce tesori millenari di cultura, arte e architettura. Penso alla visione di Federico II, fondatore dell’Aquila, ai monasteri che hanno preservato il sapere ellenico e rappresentato luoghi di sostegno, spirituale e materiale, per intere popolazioni in tempi difficili. In epoche segnate da guerre, migrazioni e carestie, la produzione materiale e culturale italiana ha permesso la nascita di città, università, codici civili, mercantili e marittimi. Ha generato scambi e sviluppo, contribuendo a un nuovo umanesimo economico e sociale. 

Il Made in Italy è dunque l’eredità viva di questa straordinaria avventura umana. È la visione di un mondo riconciliato, una sintesi di bellezza, concretezza e creatività che continuerà a indicare la via. Il nostro Paese rappresenta un modello di sviluppo sostenibile, innovativo, inclusivo. “Un Paese”, sottolinea il Ministro Urso, “capace di essere forte senza essere prepotente, di attrarre senza imporre, di avviare dialoghi senza dettare”. Questa è la chiave per sentirci protagonisti di una storia più grande: quella del Made in Italy, che possiamo immaginare come una stella cometa, capace di guidarci verso una pace fondata su prosperità, dialogo e fiducia tra i popoli. 

Fausta Bergamotto, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy

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