Il 2025 e la svolta per la portualità italiana: riforme, sostenibilità e competitività

Il 2025 e la svolta per la portualità italiana: riforme, sostenibilità e competitività

Nel 2025 i temi in cima alle agende del Governo, dei Presidenti delle Autorità di Sistema Portuale (AdSP) e degli operatori di mercato – nel breve, medio e lungo periodo – si presenteranno intrecciati in una triplice dimensione: globale, europea e nazionale. Ciò rende particolarmente importante le scelte normative e strategiche che si porteranno avanti per il sistema portuale italiano.

Un primo elemento è la situazione geopolitica con i conflitti in essere e potenziali escalation: Israele/Hamas da un lato – e il conseguente allargamento della tensione al Canale di Suez, l’allungamento di molte rotte lungo il Capo di Buona Speranza e un forte impatto sull’Adriatico – e Russia/Ucraina dall’altro, con la conseguente diversione dei mercati di approvvigionamento di materie prime verso altri Paesi.

A questo si aggiungono altri due elementi, uno europeo e l’altro globale. Le incertezze che hanno accompagnato la nomina dei Commissari UE (ora apparentemente superata) sono l’esito di una condivisione “debole” dei programmi e delle scelte strategiche da parte delle forze politiche elette al Parlamento Europeo: il rischio è di essere poco incisivi su temi centrali nell’agenda economica dell’Europa e dell’Italia. Il tutto nell’ambito di uno scenario internazionale in evoluzione, soprattutto per quanto riguarda la preannunciata serie di iniziative del neo eletto Presidente USA circa la “guerra dei dazi” e la “ritirata” sul fronte della sostenibilità ambientale nonché militare dallo scacchiere internazionale.

A livello di governance nazionale, il 2025 si preannuncia come un anno di grande attenzione sia per le scadenze dei mandati dei Presidenti delle AdSP – dove vi sarà un’inevitabile discontinuità nella governance – sia per le ipotesi di riforma del sistema portuale. Eventuali modifiche dovranno riflettere le reali esigenze del porti italiani: migliorare il livello di competitività del sistema, dare uniformità ai principali ambiti operativi, garantire una programmazione degli investimenti a livello centrale che eviti la polverizzazione delle risorse disponibili, offrire al mercato una comune modalità di interlocuzione con le AdSP, consolidare e ampliare i traffici. E’ proprio partendo dalle reali esigenze del sistema portuale nazionale che le AdSP possono contribuire all’individuazione delle risposte necessarie.

Un primo banco di prova sarà concretizzare le progettualità del PNRR con il massimo impiego dei fondi disponibili. In questo senso, il sistema portuale del Veneto porterà avanti gli importanti interventi avviati nel corso del 2024 finalizzati al miglioramento dell’accessibilità nautica, ferroviaria e stradale, alla riqualificazione e sostenibilità energetica e al recupero di aree industriali dismesse. Ci si riferisce in particolare agli interventi finanziati in tutto o in parte con il Fondo Complementare al PNRR (per 340 milioni di Euro da concludere nel prossimo biennio), alle opere in progettazione o avviate, finanziate in tutto o in parte dal programma Green Ports (per un valore di 27 milioni) e agli interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica per oltre 22 milioni.

Nel caso del sistema portuale del Veneto c’è un’ulteriore prova: concludere per tempo le attività commissariali per il settore delle crociere, stravolto nel 2021 dal DL 103 che ha completamente ridisegnato in ottica più sostenibile la crocieristica in ambito lagunare, favorendo opere quali il dragaggio di diversi fondali, il nuovo terminal crociere lato Sponda Nord e la nuova area container Montesyndial a Porto Marghera.

Si tratta di una mole imponente di progettualità che si sviluppano all’interno di un modello di porto in evoluzione, un cambio di paradigma a livello nazionale ed europeo: i porti non più solo luoghi di scarico/carico merci, ma sistemi di innovazione e sostenibilità in più settori (logistico, produttivo, energetico, digitale). Per incardinare le funzioni rispondenti a ciascuno di questi settori è necessario accelerare sulla pianificazione adottando strumenti aggiornati in grado di rispondere alla necessità di flessibilità, all’interno però di una cornice stabile che traguardi almeno il 2050.

Per Venezia nel corso del 2024 sono riprese le attività connesse alla redazione del Documento di Programmazione Strategica del Sistema Portuale (DPSS). Questo traccerà le strategie di lungo periodo definendo le macro-vocazioni del sistema portuale tramite la suddivisione in aree portuali/retroportuali/di interazione porto-città, la definizione dei collegamenti stradali e ferroviari di ultimo miglio e degli attraversamenti urbani, ponendosi l’obiettivo di ribadire il ruolo internazionale, nazionale e regionale dei porti di Venezia e Chioggia.

In questo contesto, è necessario garantire la valorizzazione degli asset portuali e demaniali oggetto di finanziamenti pubblici e investimenti privati. E’ per questo che, oltre al concreto impiego dei fondi pubblici, le AdSP dovranno sempre più essere catalizzatrici di nuovi investimenti, dando sicurezze a quelli presenti e adottando strumenti utili ad attrarne di nuovi. In questo senso è stata avviata dal 2021 una nuova stagione delle concessioni, entrata nella seconda fase nel 2024, che verrà completata assegnando le autorizzazioni ai terminal entro il 2025, sia a Venezia che a Chioggia. Va poi citato l’importante e non semplice percorso concessorio relativo a VTP (Venezia terminal Passeggeri) del provvedimento che riconosce una nuova dimensione temporale alla concessione legata a un costante monitoraggio bilanciato tra investimenti, piano economico e finanziario e graduale realizzazione delle opere commissariali.

Fra i nuovi strumenti adottati dal sistema portuale veneto va certamente menzionata la Zona Logistica Semplificata (ZLS). I progressi legati all’entrata in funzione della ZLS sono strettamente connessi ai temi di valorizzazione, nonché di aumento dell’attrattività del sistema portuale del Veneto e, in questo caso, anche delle aree del Rodigino. In parallelo AdSP ha anche avviato un’attività di stimolo verso tutti i potenziali beneficiari già insediati nell’area portuale e che potrebbero beneficiare del credito d’imposta per il 2024 pari a 80 milioni di Euro.

Le sfide che attendono l’Italia e il suo sistema portuale sono epocali, e solo attraverso la collaborazione istituzionale sarà possibile raggiungere quei risultati necessari per la crescita della Blue economy e per l’economia dell’intero Paese.Fulvio Lino Di Blasio, Presidente Autorità di Sistema Portuale (AdSP) del Mare Adriatico Settentrionale

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