Democrazia e giovani: la cittadinanza si impara
La democrazia non entra in crisi soltanto quando diminuiscono i votanti o aumentano gli astenuti. Entra in crisi prima: quando i cittadini smettono di sentirsi parte di una comunità politica, quando la partecipazione si riduce a gesto episodico, come il voto.
Il 38° Rapporto Italia Eurispes fotografa un “ritiro dell’individuo dalla sfera pubblica”, evidenziando che proprio i più giovani manifestano sfiducia sociale e istituzionale. La questione è al centro del dibattito pubblico anche grazie all’Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV che richiama l’attenzione sul rischio che l’intelligenza artificiale e la rivoluzione digitale producano una società tecnologicamente avanzata ma civicamente fragile.
Come osservano Stefano Lucchini e Oreste Pollicino, la questione posta dall’AI è una questione antropologica: riguarda il modo in cui definiamo l’essere umano, la sua libertà e la sua responsabilità all’interno della comunità. Da qui una verità spesso dimenticata: la democrazia si impara.
Nessuno nasce cittadino consapevole. La scuola assume un ruolo decisivo. Le nuove generazioni si informano, discutono e partecipano prevalentemente su piattaforme digitali. Ciò rende indispensabile una solida educazione ai media. In questo senso, la Costituzione rappresenta la grammatica della cittadinanza democratica: il luogo di incontro di libertà, uguaglianza, solidarietà, partecipazione e responsabilità.
La partecipazione giovanile – a ben vedere – non è scomparsa. Ha semplicemente cambiato forma. Serve trasformare queste nuove energie in percorsi stabili di partecipazione e corresponsabilità. Occorre investire in una formazione civica esperienziale, rafforzare il rapporto scuola-territorio, promuovere il confronto con le istituzioni e valorizzare i luoghi nei quali i giovani possono esercitare concretamente la cittadinanza.
Esperienze come la Scuola di Politica “Vivere nella Comunità” mostrano come costruire percorsi formativi capaci di coniugare approfondimento culturale, confronto con le istituzioni e partecipazione attiva. Iniziative capaci di ridurre la distanza tra cittadini e spazio pubblico, offrendo ai giovani occasioni concrete di crescita civica.
La sfida delle democrazie contemporanee consiste nel formare cittadini capaci di pensiero critico. La democrazia non si eredita. Si apprende. E ogni generazione è chiamata a impararla, di nuovo.
Breve biografia
Martina Miceli, Allieva della Scuola Politica “VIvere nella Comunità”
