Dall’attesa all’azione: Generazione Ai ha portato all’AI Week la sfida dell’intelligenza artificiale per le PMI italiane
L’intelligenza artificiale è diventata ormai una leva concreta di competitività per le imprese. Eppure, gran parte del tessuto produttivo italiano continua a guardarla con interesse senza però compiere il passo decisivo verso un’adozione strutturata. È questo il messaggio emerso dall’AI Week 2026 di Milano, uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati all’innovazione tecnologica e alla trasformazione digitale delle imprese.
Tra i protagonisti della manifestazione c’è stata Generazione Ai, realtà partenopea nata nel 2023 e specializzata nell’accompagnamento delle aziende nei processi di trasformazione digitale, energetica e organizzativa. La partecipazione all’evento è stata l’occasione per lanciare una riflessione che va oltre la semplice promozione delle tecnologie emergenti: il rischio, per molte imprese italiane, è quello di continuare a rimandare decisioni strategiche in un contesto economico sempre più digitalizzato e competitivo.
Il concetto è stato sintetizzato nel paradigma “One Day vs Day One”. Da una parte l’atteggiamento di chi rinvia l’adozione dell’intelligenza artificiale a un futuro indefinito; dall’altra la scelta di avviare concretamente un percorso di innovazione.
La questione riguarda soprattutto le piccole e medie imprese, che rappresentano oltre il 95% del sistema produttivo nazionale. Nonostante il crescente interesse verso l’AI, ad oggi meno del 20% delle aziende ha avviato sperimentazioni concrete. Un dato che evidenzia come il vero ostacolo non sia tanto tecnologico quanto culturale e organizzativo.
Nel corso dell’AI Week, Generazione Ai ha posto l’attenzione sul concetto di “Private Industrial Intelligence”, un modello che punta a sviluppare sistemi di intelligenza artificiale costruiti su misura sulle specificità delle singole imprese, utilizzando dati, competenze e processi interni. L’obiettivo è trasformare il patrimonio di conoscenze aziendali in un asset permanente e valorizzabile nel tempo.
Secondo Antonio Testa, CEO di Generazione Ai, affiancato nello speech da Giulio Lippi, Chief Operating Officer dell’azienda, il vantaggio competitivo non risiede esclusivamente nelle infrastrutture o nei brevetti, ma anche nelle competenze maturate dalle persone e nelle loro conoscenze operative. L’intelligenza artificiale può quindi diventare uno strumento per conservare, organizzare e rendere disponibile questo patrimonio informativo, dando vita a quello che viene definito “capitale cognitivo aziendale”.
Il tema assume una rilevanza particolare anche dal punto di vista delle politiche pubbliche. La diffusione dell’AI nelle PMI richiede infatti investimenti in competenze, infrastrutture digitali, cybersecurity e formazione continua. Si tratta di ambiti che richiedono una collaborazione sempre più stretta tra imprese, università, centri di ricerca e istituzioni.
Accanto alla riflessione strategica, la società ha presentato all’AI Week una serie di piattaforme dedicate alla gestione delle risorse umane, all’automazione dei processi produttivi, ai sistemi ERP evoluti e agli agenti di intelligenza artificiale conformi alle più recenti normative europee. Soluzioni che testimoniano come l’AI stia progressivamente entrando nelle attività quotidiane delle aziende, superando la fase delle semplici sperimentazioni.
La sfida, tuttavia, resta aperta. Per il sistema produttivo italiano il passaggio decisivo sarà trasformare l’interesse crescente verso l’intelligenza artificiale in progetti concreti e misurabili. In altre parole, passare definitivamente dal “One Day” al “Day One”.
Redazione Parlamento Magazine
