Dalla prevenzione al presidio del territorio: come il Governo sta ridisegnando la sicurezza in Italia

Dalla prevenzione al presidio del territorio: come il Governo sta ridisegnando la sicurezza in Italia

Come è ben noto il tema della sicurezza è centrale nell’azione di governo. Per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica serve innanzitutto personale. E allora cominciamo a dare qualche dato esemplificativo: dall’inizio della legislatura Governo e Parlamento hanno messo a disposizione risorse tali per cui è stato possibile completare più di 37. 400 nuove assunzioni tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. A questi numeri si aggiungono le oltre 6. 000 assunzioni già effettuate per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, una misura volta a potenziare ulteriormente la capacità di risposta in termini di sicurezza e soccorso.

Ma non basta. Al netto delle 7.500 assunzioni che saranno operative entro il 2025, nel biennio 2026-2027 si procederà a concorsi finalizzati all’assunzione di ulteriori 24.000 donne e uomini. Grazie a questi numeri, dopo molti anni, il saldo tra ingressi ed uscite dal comparto sicurezza sarà nettamente positivo, rafforzando di fatto la presenza sul territorio di carabinieri, poliziotti e finanzieri.

E’ piuttosto evidente che il personale serve a dare efficacia alle misure normative adottate in questi anni dal Governo Meloni, garantendo il raggiungimento degli obiettivi previsti dai vari provvedimenti.

Tra questi certamente annoveriamo il cd. “Decreto Sicurezza”, un provvedimento normativo di carattere strategico che mira a rafforzare la tutela dell’ordine pubblico, la prevenzione dei reati e la protezione dei cittadini, in particolare delle categorie più vulnerabili, introducendo misure efficaci in diversi ambiti chiave, tra cui il contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata, la lotta alle occupazioni abusive e al danneggiamento di beni pubblici e privati.

Uno dei punti centrali del decreto riguarda appunto le misure antiterrorismo, che sono state potenziate per rispondere con maggiore tempestività e fermezza alla minaccia rappresentata da soggetti radicalizzati. Il provvedimento consente l’intervento preventivo anche nei confronti di chi detiene o diffonde materiale con finalità terroristiche, rafforzando la capacità dello Stato di agire in modo rapido ed efficace prima che possano verificarsi episodi di violenza.

Un altro ambito di intervento riguarda le occupazioni abusive di immobili, fenomeno che genera gravi conseguenze sia per i legittimi proprietari che per l’intera collettività. Il decreto introduce procedure d’urgenza per liberare più rapidamente le abitazioni occupate illegalmente, dando una risposta concreta al disagio di cittadini e famiglie che vedono violati i propri diritti di proprietà e sicurezza.

Il Decreto Sicurezza interviene anche sul reato di danneggiamento, in particolare di beni pubblici, infrastrutture e simboli della collettività, inasprendo le pene per chi si renda responsabile di atti vandalici e di distruzione deliberata, soprattutto in contesti di manifestazioni o disordini, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio comune e scoraggiare comportamenti violenti.

A rafforzare il presidio di legalità sul territorio, il decreto potenzia il ruolo dell’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC), accelerando il processo di restituzione di beni illecitamente acquisiti dalla criminalità organizzata. Questi beni potranno così essere riutilizzati a beneficio delle comunità, diventando strumenti di riscatto sociale.

Il provvedimento incide, altresì, sulle pene per reati che riguardano il racket e l’usura e introduce nuove misure di prevenzione e di controllo, come ad esempio la sorveglianza giudiziaria, per soggetti ritenuti a rischio di commettere reati di racket o usura. 


In sintesi, il Decreto Sicurezza si configura come una risposta articolata e decisa ai bisogni reali del Paese in termini di sicurezza, legalità e difesa dei diritti fondamentali dei cittadini.

Senza dimenticare altro provvedimento fondamentale, di alto valore sociale, come il cd. “Decreto Caivano”.

Con questo provvedimento lo Stato riprende possesso del suo territorio, in mano alla criminalità organizzata. Il DL Caivano è, però, norma ad alto contenuto sociale, poiché tra le sue finalità svetta il contrasto all’abbandono scolastico, vera piaga di quell’area.

Da evidenziare come questo intervento normativo ha rappresentato un modello replicato in altre aree degradate del Paese, da Nord a Sud. E’ un modulo che prende in considerazione non solo la piaga della criminalità minorile, contrastandola con misure positive, sollecitate innanzitutto da chi, come Don Maurizio Patriciello, si batte da una vita per la tutela sociale di quel territorio.

Ancora sull’immigrazione, con il Decreto Cutro (DL 10 marzo 2023, n. 20, convertito in legge 5 maggio 2023, n. 50) il Governo ha dettato nuove regole al fine di gestire i flussi migratori, sia legali che irregolari, e di contrastare l’immigrazione clandestina attraverso misure urgenti. Le sue finalità principali sono: ampliare i canali di ingresso regolare per lavoro per ridurre le migrazioni irregolari, restringere le possibilità di ottenere permessi di soggiorno per protezione speciale e aumentare le misure di trattenimento degli stranieri. Ciò ha fatto agendo sui permessi di soggiorno, sulle norme in tema di protezione speciale, sui trattenimenti, etc… Da non sottovalutare, altresì, le misure tese al rafforzamento del contrasto alle agromafie con l’introduzione di provvedimenti atti a colpire la criminalità agroalimentare e garantire la tutela del mercato nazionale, conferendo la qualifica di polizia giudiziaria ad alcuni appartenenti del personale dell’Ispettorato centrale. 

Costanzo Della Porta, Componente della 1a Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica

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