Continuità territoriale e dialogo parlamentare: un bilancio dei primi due anni

Continuità territoriale e dialogo parlamentare: un bilancio dei primi due anni

In questi due anni di legislatura, da Presidente della IX Commissione della Camera dei Deputati, mi sto impegnando a realizzare in Italia quel concetto di “Continuità territoriale” che non deve essere considerato oramai una atavica rivendicazione dei sardi e gli isolani ma un diritto di ogni cittadino, sia che sia residente al centro di Roma Capitale sia che abiti nel comune più piccolo, Argentara, in provincia di Cuneo.

Una continuità territoriale nei trasporti, aerei, ferroviari, marittimi, del trasporto pubblico locale, in linea o non, delle merci e delle persone, garantendo la massima sicurezza, ad equo prezzo sia per gli utenti che per le imprese e ovviamente interagendo con le stringenti, sino ad oggi, norme dell’Unione europea sia in materia di concorrenza che di transizione ecologica. Ovviamente rimarcando le esigenze e la particolarità di ogni territorio nella nostra bellissima Italia.

La continuità territoriale si deve applicare anche nelle telecomunicazioni, nella transizione digitale e in quei piani contenuti nel PNRR che il nostro Sottosegretario alla Transizione Digitale Alessio Butti con il competente Dipartimento stanno portando avanti con attenzione condivisione. 

La condivisione è un’altra caratteristica dell’attività di questi due anni perché nessun provvedimento è stato adottato dalla Commissione senza che questo non fosse stato preceduto da audizioni e da discussioni tra i gruppi politici sia essi di maggioranza che di minoranza. Il Parlamento e la politica sono il luogo e l’attività che si contraddistinguono in positivo attraverso il confronto, anche aspro, tra opinioni e parti divergenti e grazie a questo si può, come accaduto, trovare le soluzioni migliori e a volte con piena unanimità delle parti. 

Grazie a questa impostazione non solo miglioriamo i provvedimenti che escono dalla Commissione ma veniamo a conoscenza dell’immenso patrimonio di cui disponiamo come Sistema Italia: imprese, società, professionalità che possono e devono interagire con le Istituzioni e sentirsi coinvolte nei processi decisionali che la politica prende. La stessa poi ha il dovere di prendersi la responsabilità delle scelte, non più calate dall’alto come spesso è accaduto in sede europea con nefasti risultati, che oggi vediamo, ai danni di imprese e cittadini. 

Anche su questo siamo stati concordi in Commissione, dove ho la fortuna di collaborare con ottimi commissari sia di maggioranza che di opposizione.

I provvedimenti in discussione in sede europea conviene esaminarli in sede parlamentare contestualmente e non quando ormai non è possibile modificarli e possiamo solamente redigere un influente parere di biasimo. Sono convinto che un lavoro portato avanti con i nostri rappresentanti in Europa, con la collaborazione degli Uffici della Camera dei Deputati, possa in qualche modo prevenire quanto accaduto sino ad oggi, per esempio, sull’ETS o permetta quanto meno di conoscere quanto sta accadendo e ci permetta di proteggere e far rispettare gli interessi italiani in Europa. 

Questo lavoro, grazie anche alla riconosciuta ritrovata autorevolezza dell’Italia in campo internazionale grazie al lavoro del nostro Presidente Giorgia Meloni e del Governo, mi ha permesso di conoscere e interagire con il Parlamento albanese, con il mio omologo Arben Pellumbi, concretizzando il trattato bilaterale siglato dalla nostra Camera dei Deputati e il Parlamento albanese nel 2022. Dopo diverse visite reciproche abbiamo firmato a Roma l’accordo che sancisce la collaborazione in materia di trasporti, ambiente, difesa, lavoro e confermando l’amicizia e la fratellanza tra i nostri due popoli e la volontà di crescere insieme, con opportunità reciproche per le imprese e la ferma volontà di unificare l’Europa attraverso l’ingresso dell’Albania e dei Paesi dei balcani occidentali. 

Non meno importante è il settore delle Poste, asset strategico della nostra Italia e per il quale, ancora una volta, il lavoro di concerto e condivisione ha dato i risultati soddisfacenti. Il parere della commissione su un dpcm del Governo Meloni, contenente le modalità di cessione di alcune quote dello Stato, aveva generato preoccupazione e polemiche ma il lavoro in commissione, in particolar modo con alcuni sindacati, ha portato lo stesso Governo, riconoscendo il lavoro della commissione, a prevedere modalità della cessione con le condizioni della stessa commissione ossia la conferma della presenza e della gestione dello Stato ma il coinvolgimento sia degli stessi lavoratori che dei piccoli risparmiatori, come rimarcato recentemente dalla stessa Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Di lavoro da fare, ce ne è ancora moltissimo, e potremmo riempire tutte le pagine dei giornali, per questo motivo l’impegno deve essere totalizzante. Continuerò a portare avanti il compito che mi è stato affidato, con la massima attenzione e dedizione e come ben sapete con la vostra collaborazione e complicità.

Salvatore Deidda, Presidente IX Commissione Camera dei Deputati 

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