AI, sovranità digitale e sicurezza nazionale: il ruolo delle Telco

AI, sovranità digitale e sicurezza nazionale: il ruolo delle Telco

Nel contesto attuale, le dinamiche geopolitiche si misurano sempre più sul terreno – spesso invisibile – delle infrastrutture digitali e del controllo dei dati che assicurano il funzionamento delle nostre società. Ogni settore strategico dipende da architetture tecnologiche il cui presidio costituisce un fattore decisivo per rafforzare la sicurezza e la resilienza del Paese. In uno scenario internazionale caratterizzato da crescenti tensioni e instabilità, la governance di queste infrastrutture diventa una condizione essenziale per consolidare la sovranità tecnologica dell’Italia e dell’Europa.

Fino a pochi anni fa il tema della sovranità digitale occupava uno spazio marginale nel dibattito pubblico ma oggi è diventata una priorità strategica perché presidiare reti, dati e tecnologie critiche significa non solo contribuire alla competività economica del Paese ma anche a ridurre dipendenze, rafforzare la capacità decisionale degli Stati e garantire stabilità in un contesto geopolitico sempre più volatile. In un contesto di profonda interconnessione dei settori chiave per il funzionamento della società, come energia, trasporti, banche, sanità, con le reti digitali, le decisioni infrastrutturali che assumiamo oggi definiranno il grado di autonomia tecnologica del Paese per i prossimi decenni. 

In questo scenario gli operatori di telecomunicazioni hanno un ruolo fondamentale nel costruire la sovranità digitale perchè possono far leva su economie di scala, su un know how tecnologico di altissimo livello derivante dalla loro naturale propensione all’innovazione, nonchè su un approccio basato sulla sicurezza e la continuità operativa dei servizi. Le reti di telecomunicazioni non possono più essere considerate solo infrastrutture abilitanti per la connettività’ ma sono diventate asset strategici per la crescita economica su cui vengono sviluppati i servizi e le applicazioni per il futuro del Paese e allo stesso tempo strumenti di difesa e primo campo di battaglia della guerra ibrida che vediamo sotto i nostri occhi. Un dato su tutti: secondo l’ultimo Rapporto Clusit l’Italia si conferma un bersaglio del cyber crimine: nel 2025 si è verificato il 9,6% degli incidenti mondiali, in aumento del 42% sul 2024.

Gli operatori di telecomunicazioni ricoprono dunque un ruolo essenziale nel garantire la funzionalità delle reti e dei servizi erogati da cui dipende la continuità di servizi critici essenziali e di moltissime attività che fanno parte della nostra quotidianitàe che sono rese possibili dal digitale. 

Di fronte a questo contesto, in Fastweb + Vodafone abbiamo avviato da tempo un percorso per far evolvere il nostro modello di Telco tradizionale verso quello più strategico di Techco. Facendo leva su infrastrutture nazionali proprietarie fisse in fibra e mobili in 5G, altamente performanti,  e Data Center di ultima generazione localizzati in Italia, abbiamo integrato servizi innovativi a valore aggiunto come cloud, edge computing, cyber security, IoT (Internet of Things) e Intelligenza Artificiale con l’obiettivo di costruire un ecosistema digitale sovrano, sicuro e resiliente. Un modello che ci consente di sviluppare servizi digitali sicuri  e avanzati a sostegno della digitalizzazione e della competitività e su cui puntiamo per costruire una vera sovranità tecnologica.

Con l’avvento dell’Ai e a breve dell’AI agentica in grado di eseguire autonomamente compiti complessi questa esigenza si fa ancora più urgente. L’AI sta assumendo un ruolo cruciale non solo come fattore di competitività economica ma soprattutto come elemento da cui dipende la sicurezza nazionale, in particolare in relazione alla gestione dei dati, anche critici, dei cittadini. L’Italia e l’Europa non possono limitarsi a importare i grandi modelli di intelligenza artificiale sviluppati negli Stati Uniti e in Cina spesso caratterizzati da significativi margini di opacità nella gestione dei dati e nei processi di addestramento. Il rischio è concreto perché l’accesso a piattaforme o modelli stranieri potrebbe essere influenzato da decisioni esterne con conseguente perdita di controllo e di accessibilità dei dati, ed esposizione a potenziali minacce per la sicurezza.

Per costruire una via italiana ed europea all’AI in Fastweb+Vodafone oltre ad aver investito in infrastrutture e tecnologie per lo sviluppo di un ecosistema integrato, digitale e sovrano ci siamo dotati di un Supercomputer per l’AI generativa – il primo in Italia di proprietà di un’azienda privata e uno dei più performanti per potenza computazionale  del Paese – dedicato allo sviluppo di soluzioni e modelli verticali in lingua italiana addestrati su dati di alta qualità grazie agli accordi siglati con Mondadori, Istat, Edizioni Bignami e le collaborazioni avviate con Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Con MIIA, il nostro modello di intelligenza artificiale sviluppato per imprese e Pubbliche Amministrazioni, i dati sensibili e critici sono trattati esclusivamente in Italia, all’interno di un cloud sovrano ospitato in data center nazionali. I dati rimangono costantemente sotto il pieno controllo dei titolari e non sono impiegati per l’addestramento di altri modelli né trasferiti fuori dai confini nazionali o sottoposti a normative extra-UE

L’Europa ha davanti un’occasione storica per trasformare la tecnologia in leva di sovranità e sviluppo. 

E’ necessario però creare le condizioni affinchè ciò si realizzi, promuovendo per esempio la nascita di un mercato unico dei capitali e un approccio “buy european” che consenta alle aziende tecnologiche del continente di soddisfare la domanda interna e crescere per dimensioni e capacità di investimento in innovazione. Solo così saremo in grado di costruire un ecosistema tecnologico europeo per l’intelligenza artificiale, in cui operatori, grandi centri di calcolo, istituzioni, aziende e mondo accademico collaborino per garantire pieno controllo dei dati, regole chiare e standard di sicurezza elevati, trasformando questi elementi in un vantaggio competitivo per l’autonomia digitale europea. 

La posta in gioco è troppo alta e la tecnologia evolve a ritmi esponenziali, ecco perchè non possiamo più permetterci di perdere altro tempo. 

Walter Renna, Amministratore Delegato FASTWEB+VODAFONE

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